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COVID-19: il vaccino Pfizer-BioNTech conferisce una protezione contro le nuove varianti

I sieri ottenuti da soggetti cui è stato somministrato il COVID-19 neutralizzano anche le nuove varianti di SARS-CoV-2. A riportare questa importante notizia è un articolo apparso nei giorni scorsi sulla rivista Nature.

Più precisamente, questa ricerca ha dimostrato che i sieri di individui che hanno ricevuto due dosi del vaccino neutralizzano la variante B.1.617.2, nota ora come la variante delta, identificata per la prima volta in India, così come diverse altre varianti, tra cui la B.1.525, identificata per la prima volta in Nigeria.

Varianti emergenti di SARS-CoV-2

Man mano che emergono nuove varianti di SARS-CoV-2, è importante valutare la capacità dell’immunizzazione con i vaccini esistenti di generare anticorpi che neutralizzano queste varianti. L’Organizzazione mondiale della sanità ha designato il lignaggio B.1.617.2 come variant of concern (variante di preoccupazione) e il B.1.525 come variant of interest (variante di interesse).

Pei-Yong Shi e colleghi hanno prelevato 20 campioni di sieri di sangue da 15 individui che avevano ricevuto 2 dosi del vaccino Pfizer-BioNTech e hanno testato l’attività neutralizzante dei sieri contro un virus SARS-CoV-2 ricombinante che esprimeva le proteine ​​spike del B.1.617 .2, la variante B.1.617.1 e la variante B.1.618 (identificata anch’essa per la prima volta in India) e la variante B.1.525.

Una forte neutralizzazione di tutte le varianti testate.

I sieri hanno dimostrato di essere meno attivi contro le varianti, in particolare la variante B.617.1, rispetto a un ceppo del virus SARS-CoV-2 isolato nel gennaio 2020, ma è stata osservata una forte neutralizzazione di tutte le varianti testate. Secondo gli autori questa scoperta indica che è probabile che il vaccino conferisca una protezione adeguata anche contro queste nuove varianti.

Confrontando i risultati con i test del vaccino contro la variante B.1.351 (o beta), che è stata identificata per la prima volta in Sudafrica i ricercatori hanno riscontrato una riduzione dell’attività di neutralizzazione simile a quella osservata per B.1.617.1, ma il vaccino ha comunque mostrato un’efficacia del 75% contro qualsiasi infezione documentata e del 100% contro malattie gravi o fatali causate da B.1.351.

Va sottolineato che gli studi condotti in vitro, in laboratorio, come questo, non valutano l’azione combinata di un’altra parte del sistema immunitario, quella mediata dalle cellule T. Quindi nell’uomo l’efficacia di questo vaccino contro le varianti emergenti potrebbe essere addirittura maggiore rispetto a quanto evidenziato in quest’ultimo studio.

Gli autori concludono enfatizzando l’efficacia riportata dei vaccini contro le varianti e come questo fatto dimostri il valore dei programmi di vaccinazione, che potrebbero essere efficaci anche nel ridurre l’emergere di nuove varianti.

 

 

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