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Consumare molti zuccheri e bevande zuccherare in adolescenza può predisporre al tumore del colon-retto

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Un’elevata assunzione di zuccheri semplici e bevande zuccherare durante l’adolescenza fa aumentare il rischio di sviluppare, più avanti nell’età, lesioni della mucosa di colon e retto, come l’adenoma rettale, che possono poi evolvere in senso maligno.

Questi dati allarmanti arrivano da uno studio, pubblicato sulla rivista Gastroenterology, che mette in luce l’importanza di una dieta corretta fin dai primi anni di vita.

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Il tumore del colon-retto

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il tumore del colon-retto rappresenta in Italia la seconda causa più frequente di decesso per neoplasie, preceduto dal tumore del polmone negli uomini e dal tumore della mammella nelle donne.

Grazie a capillari programmi di screening, la diagnosi precoce di questa malattia è sempre più frequente e si accompagna a un tangibile miglioramento della sopravvivenza. Un importante progresso cui contribuiscono anche i nuovi trattamenti oggi disponibili.

Anche la storia familiare rappresenta un importante fattore di rischio per il cancro del colon-retto ed è stata sfruttata per impostare programmi di screening mirati, al fine di rilevare precocemente il cancro del colon-retto.

Anche se questa forma di tumore è abbastanza rara prima dei 40 anni, colpendo più frequentemente dopo i 60 anni di età, negli ultimi anni sembra in aumento l’incidenza di una forma a esordio precoce, per definizione prima dei 50 anni.

I polipi intestinali sono un importante segnale d’allarme, rappresentando una possibile lesione iniziale su cui si sviluppa successivamente il tumore. Anche se non tutti i polipi si trasformano poi in senso maligno, quasi tutte le neoplasie iniziano proprio come polipi. Il loro rilevamento precoce, eseguito con una colonscopia, rappresenta quindi il cardine per una prevenzione efficace.

La grande maggioranza di tumori del colon deriva da polipi di tipo adenomatoso (circa il 75%) che si sviluppano da un’espansione delle cellule ghiandolari del colon. I polipi serrati (o seghettati) invece rappresentano lesioni precancerose solo in circa un quarto dei casi.

Il consumo di bevande zuccherale

Nonostante continui richiami e raccomandazioni da parte degli organismi di salute pubblica, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le vendite di bevande zuccherate stanno aumentando in tutto il mondo.

Il loro consumo è noto per favorire un aumento di peso e l’obesità, sia nei bambini che negli adulti. Come segnala l’OMS, le bevande zuccherate sono generalmente consumate rapidamente e non forniscono la stessa sensazione di pienezza fornita dagli alimenti solidi. Così i consumatori tendono a non ridurre l’assunzione di altri alimenti in misura sufficiente per compensare le calorie in eccesso fornite dagli zuccheri delle bevande.

Le bevande zuccherate contengono zuccheri come saccarosio o sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Una porzione da 330 ml di bibita gassata zuccherata contiene in genere circa 35 g di zuccheri, fornendo circa 140 calorie di energia. Un valore paragonabile a quello fornito da quasi nove cucchiaini di zucchero.

È stato evidenziato come l’assunzione di bevande zuccherate si associ ad alterazioni cardiometaboliche, con effetti dannosi sulla funzione epatica, sul metabolismo lipidico, sui processi infiammatori e sul metabolismo del glucosio. Causando insulino-resistenza, obesità e diabete di tipo 2, che rappresentano fattori di rischio ben noti accertati per il tumore del colon-retto, queste alterazioni possono facilitarne lo sviluppo.

Lo studio: bevande zuccherate e rischio di carcinoma del colon-retto

In questo nuovo studio, Joh Hee-Kyung e colleghi, del Department of Nutrition, della Harvard T.H. Chan School of Public Health, di Boston, partono dal presupposto che la maggior parte degli studi prospettici ha riportato associazioni nulle tra l’assunzione di zucchero negli adulti e lo sviluppo di una neoplasia del colon-retto. Osservano però che mancano dati su questa stessa associazione durante i primi anni di vita e considerano l’adolescenza un periodo critico, caratterizzato da una sensibilità all’insulina fisiologicamente ridotta.

Considerando lo stretto legame tra insulino-resistenza e cancro colorettale, sospettavano che l’adolescenza potesse essere un periodo di maggiore suscettibilità agli effetti negativi dell’elevato consumo di zucchero, in particolare nei confronti di neoplasie ad esordio precoce.

Con queste premesse hanno deciso di valutare in modo prospettico l’associazione tra consumo di zuccheri semplici (fruttosio, glucosio, zucchero aggiunto, zucchero totale) e bevande zuccherate durante l’adolescenza con il rischio di sviluppare lesioni precancerose per il tumore del colon-retto.

Per far questo hanno analizzato i dati di 33.106 donne, partecipanti al Nurses’ Health Study II, che hanno fornito informazioni sulla dieta nel 1998, in periodo adolescenziale, e successivamente sono state sottoposte a endoscopia gastrointestinale inferiore tra il 1999 e il 2015.

Un rischio proporzionale alla quantità di zuccheri assunti

I risultati hanno evidenziato come un’assunzione elevata di zucchero e bevande zuccherate durante l’adolescenza risultava positivamente associata al rischio di sviluppare adenomi. D’altra parte, né lo zucchero né le bevande zuccherate assunti durante l’adolescenza erano associati al rischio di lesioni serrate totali e di grandi dimensioni.

Il rischio è risultato proporzionale alla quantità di zuccheri in eccesso assunti. Così per ogni incremento del 5% di calorie derivate dall’assunzione di fruttosio, i rapporti di probabilità (Odds Ratio; OR) erano 1,17 per il totale delle lesioni rilevate e 1,30 per l’adenoma ad alto rischio.

Incrementando di 1 porzione al giorno l’assunzione di bevande zuccherate, gli OR erano 1,11 per il totale delle lesioni e 1,30 per l’adenoma rettale.

Anche in questo caso i dati confermano che, contrariamente all’assunzione in età adolescenziale, lo zucchero e le bevande zuccherate consumate durante l’età adulta non si associano ad un rischio maggiore di sviluppare adenomi.

Inoltre, gli autori hanno stratificato i casi di adenoma in base all’età alla diagnosi, evidenziando che l’aumento del consumo di zuccheri in adolescenza si associava ad un incremento del rischio di sviluppare adenomi prima dei 50 anni e tra i 50 e i 54 anni, ma non dai 55 anni in su.

Un rischio particolarmente elevato per l’adenoma rettale

Gli autori concludono quindi che un’elevata assunzione di zuccheri semplici e bevande zuccherate durante l’adolescenza può rappresentare un grave fattore di rischio per lo sviluppo di forme precoci di tumori del colon-retto. Un rischio che è risultato particolarmente elevato per l’adenoma rettale.

Sulla base dei risultati ottenuti i ricercatori sospettano che l’incremento dell’incidenza di cancro colorettale precoce registrata negli ultimi anni potrebbe essere il risultato di un consumo sconsiderato di zuccheri e bevande zuccherate negli adolescenti.

L’importante segnale d’allarme lanciato da questo studio andrà certamente confermato da ulteriori studi prospettici, disegnati con il preciso scopo di identificare la relazione tra consumo di zuccheri in età adolescenziale e sviluppo di neoplasie del colon-retto. D’altra parte, le informazioni fornite da questa ricerca devono indurre ancor più ad esercitare un forte controllo sull’assunzione di zuccheri negli adolescenti. Va ricordato che il cancro precoce del colon-retto si aggiunge ad altri importanti condizioni che sono collegate a questa cattiva abitudine alimentare, come l’obesità e il diabete di tipo 2.

L’incremento progressivo del numero di neoplasie del colon-retto ad esordio precoce potrebbe costringere una revisione dei programmi di screening, coinvolgendo fasce di età più giovane.

 

Franco Folino

 

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Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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