Un nuovo farmaco per lo scompenso cardiaco: l’omecamtiv mecarbil

Il nome è uno scioglilingua, ma l’omecamtiv mecarbil è una nuova molecola sintetizzata nei laboratori della californiana Cytokinetics, che si propone come farmaco innovativo nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco.

I suoi effetti si manifestano a livello della miosina, di cui ne è un attivatore specifico.

 

Quali sono i meccanismi con cui agisce  l’omecamtiv mecarbil?

 

L’interazione dinamica tra miosina ed actina avviene a spese di energia in forma di ATP, omecamtiv mecarbil agisce con un’azione mirata, attivando l’ATPasi miocardica e migliorando l’utilizzo dei composti energetici. Come risultato si ottiene un potenziamento dell’interazione tra actina e miosina, che diviene più prolungato, mentre la velocità di contrazione resta invariata.

Questa nuova molecola fa inoltre aumentare il rilascio di fosfato dalla miosina, accelerando la fase di passaggio del complesso actina-miosina dalla forma debolmente legata allo stato di forte legame.

Dal punto di vista della cinetica cardiaca complessiva, l’omecamtiv mecarbil aumenta il tempo di eiezione sistolica ventricolare sinistra e dello stroke volume, mentre la pressione sistolica rimane invariata. Come conseguenza si induce una riduzione della frequenza cardiaca, mentre il consumo di ossigeno del miocardio non è influenzato.

 

 

Quali sono i dati clinici a favore di questo farmaco?

 

Il capofila degli studi clinici su questa molecola è il COSMIC-HF, un trial multicentrico di fase 2 che ha coinvolto 87 centri sperimentali in 13 nazioni, e che è stato disegnato per valutare se un trattamento con omecamtiv mecarbil, protratto per 20 settimane, si associa ad un miglioramento della funzione sistolica ventricolare sinistra e ad un rimodellamento miocardico favorevole.

I risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Lancet, ed hanno riguardato un’analisi condotta su 448 pazienti con scompenso cardiaco cronico, in classe NYHA II o III, in trattamento ottimale stabile per almeno quattro settimane e un valore di NT-proBNP ≥1200 pg/mL.

La randomizzazione è stata diretta alla formazione di tre gruppi sperimentali: placebo, dose fissa di 50mg/die, dose aggiustata tra 50 e 100mg/die.

E’ stata evidenziata una riduzione dei diametri telesistolici e telediastolici del ventricolo sinistro e della frequenza cardiaca nel gruppo con dosaggio aggiustato, rispetto al gruppo di controllo, ma non nel gruppo a dosaggio fisso.

I valori di NT-proBNP nel plasma a 20 settimane, sono risultati invece ridotti in entrambi i gruppi in trattamento attivo, ed è interessante osservare che questa riduzione si è protratta per quattro settimane dopo la sospensione del farmaco studiato. Entrambi i gruppi hanno inoltre evidenziato un prolungamento del tempo di eiezione sistolica.

I risultati di questo studio pre-registrativo, sono molto promettenti e aprono le porte ad un prossimo utilizzo di questa nuova molecola, che sembra in grado di migliorare la performance cardiaca di cuori scompensati agendo favorevolmente anche sul rimodellamento.

In un periodo in cui le nuove terapie farmacologiche sono una rarità, attendiamo con fiducia nuovi studi che confermino l’efficacia clinica dell’omecamtiv mecarbil, promuovendone rapidamente l’approvazione e l’utilizzo sul campo.

 

Franco Folino

 

Cover image volume 388, Issue 10062

 

Teerlink JR, et al. Chronic Oral Study of Myosin Activation to Increase Contractility in Heart Failure (COSMIC-HF): a phase 2, pharmacokinetic, randomised, placebo-controlled trial. Lancet 2016; 388: 2895–903.

 

 

 

 

 

1 commento
  1. gianfranco baggioni dice:

    Accanto al nuovo farmaco fra poco anche in Italia , l’Entresto , si affianca ora un altra moleola per lo scompenso cardiaco. Dopo anni di stasi nella ricerca di farmaci per lo scompenso , cioe beta bloccanti ,ACE , sartani e aldactone, efficaci ma ormai ampiamente valutati positivamente , ora abbiamo due nuovi principi. Mancano ancora di ques’ultimo le ricadute cliniche a lungo termine che si sperano efficaci e positive. Quest’ ultimo farmaco fa pensare ai farmaci che aumentavano la contrattilita’ ma negativi in quanto aumentavano la mortalita’, vedi milrinone ,enoximone,ma con meccanismo di azione diversi da quest’ultimo a quanto si legge nell’abstract. Potrebbe nascere anche un sinergismo fra queste due molecole dai meccanisni di azione diversi. Non resta che attendere i risultati dei prossimi trial.

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