Nuovi fattori di rischio per la fibrillazione atriale: preipertensione diastolica e alterata glicemia a digiuno

I fattori di rischio per la fibrillazione atriale sono molti, tra questi i più importanti sono l’età avanzata (più di 60 anni), il diabete, l’ipertensione arteriosa, le cardiopatie valvolari, congenite e coronariche, le malattie della tiroide e le malattie polmonari croniche.

Anche soggetti sostanzialmente sani possono però avere un rischio aumentato di sviluppare questa aritmia, se presentano alterazioni marginali della pressione arteriosa o un’alterata glicemia a digiuno.

A dimostrarlo è un recente studio, pubblicato online sullo European Heart Journal, che ha analizzato una vasta popolazione di soggetti sudcoreani (227.102), derivata dal Korean National Health Insurance Service-National Sample Cohort.

I soggetti inclusi nello studio sono stati seguiti per un follow-up medio di 7,7 anni. La condizione di preipertensione è stata definita come un livello di pressione arteriosa compreso tra 120 e 139 mmHg nei valori sistolici o tra 80 e 89 mmHg nei valori diastolici. L’alterata glicemia a digiuno è stata definita come un livello di glicemia compreso tra 100 e 125mg/dl.

Nel corso del follow-up lo 0,7% della popolazione analizzata ha sviluppato un nuovo episodio di fibrillazione atriale. Il rischio di sviluppare l’aritmia è risultato maggiore nei maschi, nei soggetti più anziani, in quelli con un BMI elevato e in quelli che consumavano alcol.

I soggetti con valori più elevati di pressione diastolica presentavano un rischio maggiore di sviluppare nuovi episodi di fibrillazione atriale rispetto a quelli con valori sistolici elevati, ma i soggetti che avevano valori elevati di pressione sia sistolica sia diastolica, avevano un rischio più elevato rispetto a soggetti che non presentavano valori anormali. Al contrario però, i soggetti con preipertensione, così come definita in precedenza, non evidenziavano un rischio maggiore per l’aritmia.

Infine, è risultato come i soggetti con alterata glicemia a digiuno avevano un rischio più elevato di sviluppare episodi di fibrillazione atriale.

Questo studio, condotto su una popolazione di soggetti asiatici, ha quindi evidenziato come situazioni considerate borderline, come la preipertensione diastolica e l’alterata glicemia a digiuno, possono comunque rappresentare importanti fattori di rischio per la fibrillazione atriale.

Sembra quindi indispensabile una maggiore attenzione in questi soggetti, nella sorveglianza degli episodi aritmici e puntando su valori target di pressione arteriosa più bassi, in particolare in presenza di altri fattori di rischio associati.

 

Sean S. Lee et al. Clinical implication of an impaired fasting glucose and prehypertension related to new onset atrial fibrillation in a healthy Asian population without underlying disease: a nationwide cohort study in Korea. European Heart Journal (2017) 0, 1–9.

 

 

 

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