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Le inaspettate relazioni tra acido urico plasmatico e funzione polmonare

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L’acido urico è un potente antiossidante del plasma e il suo incremento al di sopra dei valori di normalità rappresenta un fattore di rischio per differenti affezioni, tra cui il diabete e le malattie cardiovascolari.

Questa sostanza è un prodotto della degradazione metabolica dei nucleotidi purinici ed è un normale componente delle urine. Si è visto che la sua presenza nel plasma può esercitare alcuni effetti favorevoli sulla salute, prevenendo, tra l’altro, il deterioramento della funzione polmonare.

Un recente studio, pubblicato con libero accesso su Thorax, ha voluto analizzare le relazioni esistenti tra urato plasmatico e differenti parametri di funzionalità respiratoria.

Sono stati valutati complessivamente oltre 114.000 soggetti, già parte degli studi Copenhagen City Heart Study e Copenhagen General Population Study. È stata fatta quindi una genotipizzazione per alcune varianti già in precedenza associate alla presenza di livelli elevati di acido urico plasmatico.

Combinando i dati dei due studi, livelli aggiustati di urato plasmatico di 100 μmol/L si associavano a una riduzione di -1,54% di FEV1% previsto e di -1,57% di FVC previsto.

È stata inoltre fatta una valutazione dell’urato plasmatico geneticamente determinato. In questo caso i due parametri di funzionalità respiratoria sono risultati ridotti rispettivamente di -0,46% e -0,40%.

Una concentrazione elevata di urato plasmatico, ma non quella di urato quello geneticamente determinato, si associava anche a un rischio maggiore di sintomi respiratori.

Oltre a queste correlazioni tra urato e funzionalità respiratoria, gli sperimentatori hanno anche valutato le correlazioni tra la sua concentrazione e la diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). In questo caso si è visto come vi sia un Odds Ratio di 1,08 e di 1,01 nei confronti del valore di riferimento di 100μmol/L di urato, misurato rispettivamente nel plasma e geneticamente determinato.

Quanto rilevato nello studio dimostra che una concentrazione elevata di urato plasmatico è associata a una peggiore funzionalità polmonare e a un più alto rischio di sintomi respiratori. È presente un rischio più elevato anche nei confronti della BPCO, ma con una proporzione molto modesta. Al contrario invece, i valori di urato plasmatico geneticamente determinato non sembrano associarsi a nessuno di questi determinanti. Questo sembra indicare che non vi sia una relazione causale diretta tra varianti genetiche e le patologie polmonari considerate.

 

Thorax: 73 (8)

 

Camilla J Kobylecki, et al. Plasma urate, lung function and chronic obstructive pulmonary disease: a Mendelian randomisation study in 114 979 individuals from the general population. Thorax 2018;73:748-757.

 

 

 

 

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