Previsto un drastico calo dei casi di cancro del polmone nei prossimi 50 anni

Gli sforzi per ridurre l’esposizione al fumo di sigaretta, attuati negli anni ’60, continueranno a ridurre i tassi di cancro del polmone entro i prossimi cinquant’anni. Poiché il fumo stesso continuerà ad essere un importante fattore determinante del rischio di cancro del polmone, saranno necessarie politiche e misure sanitarie continue e intense che scoraggiano i giovani dall’iniziare a fumare e per promuovere la cessazione tra i fumatori attuali. (vedi un precedente articolo sulla sigaretta elettronica).

Lo studio

Su questo argomento è stato pubblicato, su Annals of Internal Medicine, un recente studio comparativo di modellizzazione.

I ricercatori del Cancer Intervention and Surveillance Modelling Network (CISNET) e dell’Università del Michigan hanno sviluppato quattro modelli computazionali utilizzando i dati statunitensi sul fumo (1964-2015) e la mortalità per cancro del polmone (1969-2010). Lo scopo è stato quello di proiettare delle previsioni sulla riduzione nell’uso del tabacco e nella mortalità per cancro del polmone dal 2015 al 2065, attribuibili agli sforzi di controllo del tabacco esistenti.

I modelli suggeriscono che anche se la mortalità per cancro al polmone dovuta al fumo dovrebbe diminuire complessivamente, il cancro del polmone rimarrà un grave problema di salute per gli Stati Uniti. Nello specifico, il numero di decessi annuali per tumore polmonare diminuirà da 135.000 nel 2015 a 50.000 nel 2065. Inoltre, si prevede che nello stesso periodo di tempo si verificheranno 4,4 milioni di decessi per cancro al polmone, con una maggioranza che colpirà coloro che non hanno mai fumato.

Vecchie e nuove misure di prevenzione

Secondo i ricercatori, questi risultati suggeriscono che il mantenimento degli attuali sforzi di controllo del tabacco comporterà una notevole riduzione del peso del cancro del polmone negli Stati Uniti. D’altra parte, emerge come questo decremento di fumatori faccia emergere cause alternative per questa neoplasia.

Sembra quindi necessario non solo un mantenimento delle attuali politiche sanitarie per la disassuefazione dal fumo di sigaretta, ma anche interventi su fattori di rischio emergenti, quali l’inquinamento atmosferico.

 

 

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