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I beta-bloccanti possono essere a volte prescritti anche in gravidanza

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I beta-bloccanti usati nel primo trimestre di gravidanza non sono associati ad un forte aumento del rischio di difetti alla nascita generali o cardiaci. È questo quanto emerge da uno studio internazionale di coorte pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Beta-bloccanti in gravidanza

In generale i bloccanti dei recettori beta-adrenergici sono controindicati in gravidanza, in quanto riducono la perfusione placentare. Questo fenomeno può indurre un ritardo della crescita, la morte intrauterina, un aborto o un parto prematuro.

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Nella vita reale le cose sono però differenti. L’ipertensione cronica è sempre più diffusa in gravidanza e negli Stati Uniti fino all’1 per cento delle gravidanze sono esposte ai beta-bloccanti durante il primo trimestre.

Lo studio

I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School hanno studiato 3,6 milioni di gravidanze attraverso i registri sanitari di cinque paesi nordici e il set di dati MAX (2000-to-2010 Medicaid Analytic eXtract) degli Stati Uniti. Lo scopo è stato quello di stimare il rischio per lo sviluppo delle principali malformazioni congenite associate all’esposizione ai beta-bloccanti nel corso del primo trimestre di gravidanza.

L’analisi ha evidenziato come il rischio in eccesso per 1.000 persone esposte ai beta-bloccanti nel primo trimestre di gravidanza non superava il 12,6 per le malformazioni congenite in generale, l’8,4 per le malformazioni cardiache, il 3,0 per labbro leporino e il 4,0 per le malformazioni del sistema nervoso centrale. Tutto questo dopo aggiustamento per i fattori confondenti, compresa l’ipertensione materna. Le stime del rischio erano generalmente coerenti confrontando i dati dei paesi nordici e quelli statunitensi.

Il commento editoriale

Secondo l’autore di un editoriale di accompagnamento, dell’Università di Toronto, il benessere del feto dipende dal benessere materno e la malattia materna non trattata mette a repentaglio la salute del feto e può accorciare la gravidanza. L’autore conferma che i beta-bloccanti devono essere usati in gravidanza quando indicato.

 

 

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