Un dipinto che illustra al paziente le placche carotidee fa ridurre il rischio di malattie cardiovascolari

Un nuovo studio randomizzato, condotto su oltre 3.000 persone, e pubblicato sulla rivista The Lancet, rileva che la condivisione di rappresentazioni pittoriche di scansioni personalizzate che mostrano l’estensione dell’aterosclerosi (età vascolare e placca nelle arterie) ai pazienti e ai loro medici si traduce in un ridotto rischio di malattie cardiovascolari un anno dopo, rispetto alle persone che ricevono informazioni abituali sulla loro condizione di rischio.

Come ridurre il rischio cardiovascolare?

Smettere di fumare, attività fisica, statine e farmaci antipertensivi per prevenire le malattie cardiovascolari sono tra gli interventi più efficaci ed economicamente sostenibili in ambito sanitario. Tuttavia, una scarsa aderenza ai farmaci e ai cambiamenti dello stile di vita significa che questi sforzi di prevenzione spesso falliscono.

“Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in molti paesi e, nonostante le numerose prove di efficacia sui metodi di prevenzione, dai farmaci ai cambiamenti dello stile di vita, l’aderenza è bassa”, afferma il professor Ulf Näslund, dell’Università di Umeå (Svezia). “Le informazioni da sole raramente portano a un cambiamento del comportamento e i consigli relativi all’esercizio fisico e alla dieta sono meno seguiti di quelli sui farmaci.

I punteggi di rischio sono ampiamente utilizzati, ma potrebbero essere troppo astratti e pertanto non riescono a stimolare comportamenti appropriati. Questo studio dimostra il potere di utilizzare immagini personalizzate di aterosclerosi come uno strumento per sollecitare cambiamenti del comportamento e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.”

Uno studio svedese

Sono state incluse nello studio 3.532 persone che hanno preso parte al programma di prevenzione cardiovascolare della Contea di Västerbotten (Svezia). Sono state sottoposte a indagini vascolari ad ultrasuoni sulle arterie carotidi. La metà (1749) è stata scelta per ricevere la rappresentazione pittorica dell’ecografia carotidea e l’altra metà (1783) a non riceverla.

I partecipanti avevano un’età compresa tra 40 e 60 anni ed avevano uno o più fattori di rischio cardiovascolare. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a prelievo di sangue, studio dei fattori di rischio clinico e valutazione ecografica per lo spessore della parete media e intima carotidea e per la formazione di placche.

Ogni persona nel gruppo di intervento ha ricevuto una rappresentazione pittorica della formazione della placca nelle loro arterie e un misuratore che va dal verde al rosso per illustrare la loro età biologica rispetto alla loro età cronologica.

Hanno poi ricevuto una chiamata di follow-up da un’infermiera dopo 2-4 settimane per rispondere a qualsiasi loro domanda. La stessa presentazione pittorica del risultato ecografico è stata inviata anche al medico di base. Pertanto, lo studio aveva due obiettivi.

Sensibilizzare il paziente, ma anche il medico

Entrambi i gruppi hanno ricevuto informazioni sui loro fattori di rischio cardiovascolare e un dialogo motivazionale sulla salute per promuovere uno stile di vita più sano e, se necessario secondo le linee guida cliniche, un trattamento farmacologico.

A un anno di follow-up, il punteggio di rischio cardiovascolare per tutti i partecipanti è risultato diminuito nel gruppo di intervento, ma aumentato nel gruppo di controllo.

Sono stati osservati miglioramenti anche per il colesterolo totale e LDL in entrambi i gruppi, ma la riduzione è stata maggiore nel gruppo di intervento rispetto a quello di controllo.

“Le differenze a livello di popolazione erano modeste, ma importanti, e l’effetto era maggiore tra quelli a più alto rischio di malattie cardiovascolari, il che è incoraggiante. Le tecnologie di imaging come la TC e la risonanza magnetica potrebbero consentire una valutazione più precisa del rischio, ma queste tecnologie hanno un costo maggiore e non sono disponibili per l’intera popolazione. Il nostro approccio ha integrato un’ecografia e una chiamata di follow-up con un infermiere, in un programma di screening già stabilito, il che significa che i nostri risultati sono molto pertinenti per la pratica clinica”, afferma Prof Näslund.

Una popolazione a rischio

È importante sottolineare che l’effetto dell’intervento non differisce dal livello di istruzione, suggerendo che questo tipo di comunicazione del rischio potrebbe contribuire a ridurre il divario sociale nella salute. I risultati provengono da una popolazione di mezza età con rischio di malattia cardiovascolare da basso a moderato.

Sono necessarie ulteriori ricerche per capire se i risultati sono sostenibili oltre l’anno e se l’intervento porterà a una riduzione delle malattie cardiovascolari a lungo termine. Dopo il follow-up a 3 anni verranno effettuate analisi formali sul rapporto costo-efficacia.

 

 

1 commento
  1. Roberto dice:

    Bellissimo articolo, giusto informare le persone sui rischi cardiovascolari derivanti da un errato stile di vita. Ho sempre sostenuto che dovrebbe essere la scuola, in primis, a sensibilizzare i ragazzi ad adottare un certo stile di vita! Il fumo non fa male solamente ai polmoni per esempio e nemmeno si deve abusare di carni e grassi animali, non solo dal punto di vista etico!

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