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Sostanze naturali, come i flavonoidi, ritardano l’invecchiamento cellulare

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È stato identificato un composto naturale che protegge le cellule e ritarda l’invecchiamento delle specie tra cui lievito, vermi e cellule umane in coltura. E’ quanto riporta un articolo pubblicato su Nature Communications questa settimana.

L’invecchiamento delle cellule

L’invecchiamento causa cambiamenti specifici nella cellula e la maggior parte delle manipolazioni note per estendere la durata della vita stimola a sua volta un processo delle cellule chiamato autofagia. L’autofagia è un programma di riciclaggio che rimuove e degrada i componenti cellulari danneggiati tra cui proteine ​​e organelli, generando materia prima per costruire nuove molecole. Una compromissione dell’autofagia può provocare patologie legate all’età, tra cui disturbi neurodegenerativi, quando le molecole tossiche o danneggiate si accumulano nella all’interno della cellula stessa.

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L’effetto anti-invecchiamento dei flavonoidi

Frank Madeo e colleghi hanno analizzato i flavonoidi, un gruppo di molecole derivate da piante note per promuovere la salute cellulare, per valutarne gli effetti anti-invecchiamento sulle cellule di lievito. Hanno identificato il 4,4′-dimetossixalcone (DMC), un flavonoide naturalmente presente nelle foglie di Angelica keiskei koidzumi, come un trattamento in grado di prolungare la durata della vita in lieviti, vermi e mosche. Questa sostanza si è dimostrata anche in grado di ridurre il declino cellulare associato all’età nelle cellule umane in coltura.

Il trattamento con cellule cardiache protette da DMC nei topi, dopo ischemia miocardica prolungata hanno evidenziato una minore superfice dell’area di necrosi tissutale. Si è visto inoltre che gli effetti protettivi del DMC richiedono l’attivazione dell’autofagia e portano a cambiamenti sistemici nel metabolismo che sono conservati attraverso le specie.

Lo sviluppo di terapie farmacologiche anti-invecchiamento

Queste osservazioni confermano un ruolo per l’autofagia nei meccanismi di protezione cellulare e nell’estensione della longevità e rappresentano un passo nell’identificazione e nello sviluppo di terapie farmacologiche anti-invecchiamento. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se questa è una strategia promettente per prevenire il declino correlato all’età negli esseri umani.

 

 

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