Sangue occulto nelle feci: un metodo semplice ed efficace per prevenire il carcinoma del colon-retto

I test immunochimici fecali (FIT) sono efficaci per lo screening del tumore del colon-retto (CRC), se programmati annualmente in adulti asintomatici a rischio medio. Poiché questi test sono facili da usare, non invasivi e poco costosi, l’adozione del loro uso potrebbe migliorare i tassi di screening del CRC, specialmente tra le popolazioni vulnerabili. I risultati di una meta-analisi su questo argomento sono stati pubblicati recentemente sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Test più semplici e diffusi

La U.S. Preventive Services Task Force attualmente raccomanda lo screening per il CRC negli adulti di età compresa tra 50 e 75 anni, senza raccomandare preferenzialmente uno specifico test di screening rispetto ad un altro.

La colonscopia è considerata il gold standard negli Stati Uniti, ma molti altri paesi usano la più semplice valutazione del sangue nelle feci, annuale o biennale. Nonostante l’efficacia della colonscopia e l’efficacia in termini di costi, solo il 65 percento degli adulti idonei negli Stati Uniti viene sottoposto al test. L’adozione di una strategia di screening con i FIT potrebbe aumentare i tassi di screening.

Test immunoistochimici fecali e il tumore del colon-retto

I ricercatori del Regenstrief Institute e della Indiana University School of Medicine hanno esaminato 31 studi che hanno coinvolto 120.255 pazienti per riassumere le prestazioni dei FIT per il CRC, quantificare le caratteristiche di performance del FIT per i polipi del colon e identificare i fattori che influenzano tali caratteristiche.

Hanno scoperto che i FIT hanno sensibilità e specificità da moderate ad alte per il CRC, a seconda della soglia di positività. A un’elevata specificità, i FIT sono moderatamente sensibili per CRC. Sebbene i FIT siano molto meno sensibili per gli adenomi avanzati, queste lesioni raramente passano al cancro, suggerendo l’opportunità di rilevare questa lesione con uno screening programmatico, prima che si trasformino in cancro.

La colonscopia 

James Allison, della University of California, San Francisco e Kaiser Permanente Northern California Division of Research critica la designazione della colonscopia come test di screening “gold standard”, quando esiste una scarsità di ricerche a sostegno di tale concetto. Egli osserva che alcuni medici statunitensi delle cure primarie e molti dei loro pazienti potrebbero non essere consapevoli del fatto che i FIT sono non invasivi, facili da preparare e poco costosi e hanno un’efficacia simile a quella della colonscopia quando vengono utilizzate in modo programmatico per lo screening del CRC.

Ciò è dovuto al fatto che i media e i sistemi sanitari continuano a promuovere la colonscopia come miglior test per il CRC, anche se le linee guida per lo screening del CRC degli Stati Uniti non sostengono più questa idea. Il dott. Allison suggerisce che i medici degli Stati Uniti dovrebbero essere istruiti sui vantaggi dei FIT come test di screening per il CRC, promuovendo l’aumento dei tassi di screening.

 

 

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