Una maggiore assunzione di glutine nei primi anni di vita fa aumentare il rischio di celiachia

Un maggiore apporto di glutine durante i primi 5 anni di vita si associa ad un aumentato rischio di sviluppare una celiachia nei bambini geneticamente predisposti. Così sintetizzano le conclusioni un gruppo di ricercatori internazionali che hanno pubblicato la loro ricerca sulle pagine della rivista JAMA.

La celiachia

La celiachia è una malattia autoimmune innescata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine è un complesso proteico tipico di alcuni cereali caratterizzato, a livello chimico, dall’essere insolubile in acqua, ma solubile in alcool. Si può trovare nel grano, segale, orzo e farro.

La celiachia è tra le malattie autoimmuni più comuni, con una prevalenza riportata dello 0,5-1% nella popolazione generale. La sua fisiopatologia si basa su elementi genetici, sull’espressione dell’auto-antigene e sull’innesco fornito dall’esposizione al glutine.

Elementi genetici della celiachia

La celiachia, così come le altre malattie autoimmuni, ha una forte componente ereditaria, testimoniata da una marcata familiarità e da un’elevata concordanza tra i gemelli monozigoti. Un ruolo rilevante è svolto dagli eterodimeri HLA, in particolare il DQ2 e il DQ8. Sono stati però identificati più di 100 geni non correlati all’HLA ma associati comunque alla celiachia.

Assunzione di glutine nei bambini e sviluppo di celiachia: lo studio

In questo nuovo studio i ricercatori hanno valutato se la quantità di glutine assunta fosse associata all’autoimmunità della celiachia e alla celiachia nei bambini geneticamente a rischio.

Per fare questo hanno analizzato i dati raccolti dallo studio TEDDY (The Environmental Determinants of Diabetes in the Young), una ricerca prospettica di coorte, osservazionale, progettata per identificare i fattori scatenanti ambientali del diabete di tipo 1 e della celiachia. Sono stati infine considerati i dati di 6.605 bambini con un’età mediana di 9 anni.

L’assunzione di glutine è stata stimata da registrazioni sulle abitudini alimentari raccolte all’età di 6, 9 e 12 mesi e successivamente ogni due anni fino all’età di 5 anni.

L’outcome primario era l’identificazione di un’autoimmunità correlata alla celiachia, definita come autoanticorpi anti-transglutaminasi tissutali positivi trovati in 2 campioni di siero consecutivi.

L’assunzione giornaliera di glutine e il rischio di celiachia

Un’autoimmunità da celiachia si è sviluppata nel 18% dei bambini, mentre il 7% ha sviluppato una celiachia. L’assunzione giornaliera di glutine era associata a un rischio più elevato di autoimmunità da celiachia per ogni aumento di 1 g/die di consumo (hazard ratio 1,30). Il rischio assoluto entro i 3 anni era del 28,1%, per un consumo di glutine alla quantità di riferimento, ma saliva al 34,2%, se l’assunzione di glutine era 1 g/die superiore a questa quantità.

In modo analogo, l’assunzione giornaliera di glutine era associata a un rischio più elevato di celiachia per ogni aumento di 1 g/die del consumo di glutine (HR 1,50), con il rischio assoluto a 3 anni rispettivamente del 20,7% e del 27,9%.

Attenzione alla dieta nei bambini predisposti

I risultati di questo studio indicano quindi chiaramente come un maggiore apporto di glutine durante i primi anni di vita porti ad un aumento significativo del rischio di sviluppare un’autoimmunità da celiachia, e la celiachia stessa, nei bambini geneticamente predisposti.

Sono utili indicazioni che dovrebbero spingere ad una diagnosi precoce e a misure preventive tempestive e adeguate in questi bambini.

 

Franco Folino

 

Carin Andrén Aronsson, et al. Association of Gluten Intake During the First 5 Years of Life With Incidence of Celiac Disease Autoimmunity and Celiac Disease Among Children at Increased Risk. JAMA. 2019;322(6):514-523.

 

 

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