Vericiguat nell’insufficienza cardiaca: si riducono mortalità cardiovascolare e ricoveri

Il trial VICTORIA ha dimostrato come vericiguat, un modulatore della guanilato ciclasi solubile, sia in grado di ridurre i tassi di mortalità cardiovascolare e ricovero nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta.

Lo studio, pubblicato recentemente sul New England Journal of Medicine, ha randomizzato oltre 5.000 pazienti presso 616 centri sperimentali.

Il vericiguat

I nitrati sono stati utilizzati per molti anni nel trattamento dello scompenso cardiaco. Il loro meccanismo terapeutico si basa sulla fornitura di una fonte esogena di ossido nitrico (NO), in grado di legarsi alla guanilato ciclasi solubile (sGC) ottenendo così una modulazione del tono vascolare. Tuttavia, l’efficacia del trattamento con questi farmaci era limitata dalla comparsa di fenomeni di tolleranza.

Negli ultimi anni sono diventati disponibili nuovi farmaci in grado di modulare la guanilato ciclasi solubile, anche in assenza di NO. Tra questi vi è il vericiguat che agisce, in particolare, aumentando l’affinità della guanilato ciclasi a bassi livelli di NO.

Vericiguat nell’insufficienza cardiaca: lo studio VICTORIA

L’efficacia di questo nuovo farmaco in pazienti con insufficienza cardiaca e ridotta frazione di eiezione è stata valutata nel VICTORIA trial (Vericiguat Global Study in Subjects with Heart Failure with Reduced Ejection Fraction).

Questo studio di fase 3 ha randomizzato 5.050 pazienti con frazione di eiezione inferiore al 45% a un trattamento con vericiguat (dose target, 10 mg una volta al giorno) o placebo.

L’outcome primario dello studio era un composito di morte per cause cardiovascolari o primo ricovero per insufficienza cardiaca. L’età media dei pazienti arruolati era di 67 anni e il 24% erano donne; il livello mediano di NT-proBNP è risultato di 2816 pg/ml.

Vericiguat nell’insufficienza cardiaca: meno decessi, meno ricoveri

Nel corso di un follow-up mediano di 10,8 mesi, l’endpoint composito è verificato nel 37,9% dei pazienti trattati con vericiguat e nel 40,9% di quelli che avevano assunto placebo. Le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco hanno riguardato il 27,4% dei pazienti in trattamento attivo e il 29,6% di quelli del gruppo di controllo.

La morte per cause cardiovascolari si è verificata nel 16,4% dei pazienti inclusi nel gruppo vericiguat e nel 17,5% di quelli inclusi nel gruppo placebo.

Per quanto riguarda la sicurezza del trattamento, lo studio prevedeva due eventi avversi prespecificati: ipotensione sintomatica e sincope. Il primo si è verificato nel 9,1% dei pazienti del gruppo vericiguat e nel 7,9% dei pazienti del gruppo placebo. Il secondo si è verificato rispettivamente nel 4% e nel 3,5% dei casi.

Un’anemia si è sviluppata più frequentemente nei pazienti del gruppo vericiguat (7,6% versus 5,7%).

Dando uno sguardo alle caratteristiche cliniche dei pazienti inclusi nello studio, si nota come il successo terapeutico di vericiguat coinvolga la grande maggioranza dei sottogruppi. Le uniche eccezioni riguardano i pazienti con valori particolarmente elevati di NT-proBNP (>5314.0 pg/ml), una frazione di eiezione maggiore o uguale al 40%, un’età maggiore o uguale a 75 anni e con una velocità di filtrazione glomerulare stimata minore o uguale a 30 ml/min/1.73 m2.

Vericiguat nell’insufficienza cardiaca: al fianco dei farmaci classici

Grazie ai risultati di questo importante studio, sembra quindi profilarsi all’orizzonte un nuovo trattamento per l’insufficienza cardiaca, in grado di migliorare la prognosi clinica dei pazienti, riducendo mortalità cardiovascolare e ospedalizzazioni.

Gli autori ricordano che nell’insufficienza cardiaca, la disfunzione endoteliale e le specie reattive dell’ossigeno riducono la biodisponibilità dell’ossido nitrico, con conseguente carenza relativa di guanilato ciclasi solubile e una riduzione della generazione ciclica di GMP. Vericiguat migliora questo percorso stimolando direttamente la guanilato ciclasi solubile, in alternativa ai più comuni farmaci utilizzati nei pazienti con insufficienza cardiaca, che mirano prevalentemente ad antagonizzare le vie neuro-ormonali.

Vericiguat agisce secondo un meccanismo terapeutico già utilizzato in passato da altri farmaci, ma in modo più efficiente, fornendo un’arma affidabile in più per contrastare l’insufficienza cardiaca.

Se siete interessati a questa nuova classe di farmaci, leggete l’articolo che presenta gli effetti di riociguat nell’ipertensione polmonare tromboembolica.

Franco Folino

 

 

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