Cardiopatia ischemica: da paziente stabile a paziente cronico

Dal 15 settembre ha avuto inizio un programma di aggiornamento in cardiologia, articolato in una serie di 35 incontri settimanali, trasmessi in diretta streaming. Alla realizzazione del programma contribuiscono i reparti di cardiologia del Triveneto.

Nel corso degli incontri, che si tengono il martedì, alle 17:30, è presentato un caso clinico o una pubblicazione scientifica di particolare interesse. Partecipando all’incontro è possibile intervenire in diretta alla discussione con domande e considerazioni rivolte ai relatori intervenuti.

Le molte facce della cardiopatia ischemica

Nel corso del prossimo incontro in diretta, che si terrà il prossimo 19 gennaio alle ore 17:30, sarà presentato il caso di una donna di 60 anni, obesa, con pregressa abitudine tabagica. Viene ricoverata per una sindrome coronarica acuta (NSTEMI), quindi sottoposta a coronarografia con riscontro di lesioni critiche a carico della discendente anteriore e della circonflessa, entrambe trattate con PTCA e stent. Inoltre, è presente una stenosi non significativa della coronaria destra.

Durante la degenza vengono diagnosticate anche dislipidemia e ipertensione arteriosa. Viene dunque avviata una terapia farmacologica e in sesta giornata la paziente viene dimessa con indicazione alla doppia antiaggregazione piastrinica per 12 mesi, terapia Beta-bloccante, ACE-inibitore e statina ad alto dosaggio, in associazione a dieta strettamente ipolipidica, esercizio fisico e calo ponderale.

Successivamente sospende temporaneamente la Cardioaspirina per epistassi recidivante. Inoltre, su indicazione del medico curante sostituisce l’ACE-inibitore con un antagonista recettoriale dell’angiotensina (ARB) per insorgenza di tosse. Dopo circa 3 mesi, a seguito di un primo controllo dell’assetto lipidico, dimezza il dosaggio della statina.

Non si presenta alla visita di controllo programmata a 4 mesi. Effettua invece la prima rivalutazione cardiologica dopo oltre un anno. E’ potenziato il dosaggio di ARB per un non ottimale controllo pressorio e viene aggiunto un Omega 3.

A poco meno di quattro anni dal primo evento viene ricoverata nuovamente per sindrome coronarica acuta (NSTEMI) con riscontro alla coronarografia di significativa progressione della già nota stenosi sulla coronaria destra, che è trattata con PTCA e doppio stent.

Controllare i fattori di rischio

Quali sono le strategie terapeutiche intraprese in questa paziente? Per discutere insieme a noi il percorso di cura adottato in questo caso clinico, e più in generale sulla gestione dei pazienti con cardiopatia coronarica, segui la diretta streaming che sarà trasmessa il 19 gennaio 2021 alle ore 17:30 su www.IMFAD.it.

Per maggiori informazioni vai alla pagina del corso.

 

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