La riabilitazione dopo un’intervento di cardiochirurgia

Dal 15 settembre ha avuto inizio un programma di aggiornamento in cardiologia, articolato in una serie di 35 incontri settimanali, trasmessi in diretta streaming. Le trasmissioni sono realizzate a cura dei reparti di cardiologia del Triveneto.

Nel corso degli incontri, che si tengono il martedì, alle 17:30, è presentato un caso clinico o una pubblicazione scientifica di particolare interesse. Partecipando all’incontro è possibile intervenire in diretta alla discussione con domande e considerazioni rivolte ai relatori intervenuti.

Comorbilità e rischio cardiovascolare

Nell’incontro che si svolgerà questo pomeriggio alle ore 17:30, sarà presentato il caso di un uomo di 70 anni che viene ricoverato presso il reparto di degenza di Cardiochirurgia con diagnosi di steno-insufficienza valvolare aortica severa e coronaropatia critica trivasale con indicazione ad intervento cardiochirurgico.

In anamnesi il paziente risulta iperteso, dislipidemico, fumatore, sovrappeso, con insufficienza renale cronica. Non presenta precedenti cardiologici, bensì unicamente una arteriopatia carotidea monolaterale subcritica in follow-up e due interventi chirurgici non cardiaci.

La sua storia cardiologica inizia ad aprile 2020 quando il paziente inizia ad accusare sintomi quali dispnea ingravescente e bruciore retrosternale da sforzo, per cui a settembre dello stesso anno esegue una prima visita cardiologica con evidenza all’ecocardiogramma di una stenosi valvolare aortica severa (grad. 85/56 mmHg, AVAi 0.43 cmq/mq) associata ad insufficienza moderata (2+/4). La funzione ventricolare sinistra era discreta (FE 56%, VTDi 74 ml/mq). Pertanto, il paziente eseguiva i restati approfondimenti diagnostici in vista dell’intervento cardiochirurgico, tra cui uno studio aorto-ventricolo-coronarografico che evidenziava una coronaropatia critica trivasale. Il paziente veniva quindi candidato ad intervento cardiochirurgico di sostituzione valvolare aortica e triplice bypass aorto-coronarico.

In attesa d’intervento, però, il paziente accusava improvvisa dispnea (NYHA IV) per cui accede in Pronto Soccorso dove si evidenziava un quadro di edema polmonare acuto in corso di picco ipertensivo. Si procedeva pertanto al ricovero presso il reparto di Medicina dove si assisteva ad un progressivo miglioramento delle condizioni generali grazie all’instaurazione di terapia diuretica e a una ottimizzazione della terapia antipertensiva.

A questo punto, il paziente veniva trasferito presso il reparto di Cardiochirurgia per l’intervento. Il giorno seguente, il paziente viene sottoposto ad intervento di sostituzione valvolare aortica con bioprotesi e triplice bypass aorto-coronarico con arteria mammaria interna sinistra per ramo discendente anteriore, arteria radiale sinistra in free-graft per ramo marginale ottuso e vena safena autologa invertita per ramo postero-laterale della coronaria destra.

L’intervento è esente da complicanze ed il paziente viene trasferito in Terapia Intensiva Postoperatoria per il successivo monitoraggio postoperatorio, il risveglio, l’estubazione e lo svezzamento dal lieve supporto inotropo. Il tutto viene svolto senza complicanze ed il paziente raggiunge il reparto di degenza in I giornata postoperatoria, dove proseguirà il decorso postoperatorio. In particolare, si procederà alla rimozione dei drenaggi toracici, del catetere vescicale, dell’accesso venoso centrale e alla progressiva mobilizzazione per il recupero della sua autonomia.

In VI giornata postoperatoria si rende possibile il trasferimento del paziente verso la Riabilitazione Cardiologica.

La gestione del paziente dopo intervento cardiochirurgico: il ruolo della riabilitazione

Per discutere insieme a noi il percorso di cura adottato in questo caso, e più in generale la gestione dei pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico, segui la diretta streaming che sarà trasmessa oggi pomeriggio, alle ore 17:30, su www.IMFAD.it.

Per maggiori informazioni vai alla pagina del corso.

 

 

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