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Carcinoma polmonare: risultati promettenti per la combinazione di due tipi di immunoterapia

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La combinazione di due tipi di immunoterapia – inibizione del checkpoint immunitario e terapia cellulare adottiva utilizzando linfociti infiltranti il ​​tumore – suscita risposte antitumorali in pazienti con carcinoma polmonare metastatico. Sono questi, in sintesi, i risultati di un nuovo studio, pubblicato recentemente sulla rivista Nature Medicine.

Questi dati proof-of-concept, ottenuti da un limitato gruppo di soli 20 pazienti, possono offrire un nuovo approccio terapeutico per i soggetti con carcinoma polmonare avanzato.

Linfociti autologhi infiltranti il ​​tumore

L’inibizione del checkpoint immunitario – un tipo di immunoterapia in cui vengono somministrati farmaci per inibire i regolatori proteici del sistema immunitario – produce risposte cliniche solo in un sottogruppo di pazienti con cancro. Recentemente, c’è stato un crescente interesse per l’uso di linfociti autologhi infiltranti il ​​tumore (TIL) come approccio terapeutico per il trattamento del cancro, in particolare nel caso dei tumori del seno e del melanoma. Questa strategia prevede la raccolta di cellule immunitarie chiamate “cellule T” dai tumori di un paziente, la loro co-coltura in laboratorio con le cellule tumorali, l’espansione di quelle che mostrano reattività contro le cellule tumorali e la loro reintroduzione nei pazienti.

Attività antitumorale per oltre un anno

Benjamin Creelan e colleghi hanno condotto uno studio clinico di fase 1 studiando come la terapia di inibizione del checkpoint immunitario utilizzando il farmaco nivolumab potrebbe essere combinata con i TIL per trattare il cancro del polmone metastatico in una coorte di 20 pazienti.

Entro poche settimane dal trattamento, è stato riscontrato che diversi pazienti mostravano segni di attività clinica, con due pazienti che hanno ottenuto la remissione dei loro tumori. Conducendo un’analisi molecolare dei TIL, e sequenziando geneticamente le biopsie tumorali, gli autori hanno confermato che le risposte osservate nella maggior parte dei pazienti erano associate agli antigeni di riconoscimento dei TIL espressi dalle cellule tumorali. In alcuni casi, i TIL specifici di questi antigeni hanno mantenuto la loro attività antitumorale per oltre un anno. Non solo la combinazione di TIL con nivolumab ha mostrato un’efficacia promettente, ma è stata anche considerata sicura, con effetti avversi gestibili.

Sebbene questo studio pilota sia stato eseguito con un piccolo numero di pazienti, gli autori concludono che questa terapia combinata potrebbe costituire una nuova promettente strategia di trattamento per le forme avanzate di questa malattia.

 

 

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