Home Aritmologia Più si è alti più si rischia la fibrillazione atriale

Più si è alti più si rischia la fibrillazione atriale

19
0

È ormai risaputo come vi siano differenti fattori che possono far aumentare il rischio di fibrillazione atriale. Tra questi i più conosciuti sono l’ipertensione arteriosa, lo scompenso cardiaco, la cardiopatia coronarica, le valvulopatie, il diabete, il tabagismo, il fumo e l’obesità. Però forse non tutti sanno che anche i parametri antropometrici, ed in particolare l’altezza, possono influenzare il rischio di sviluppare l’aritmia.

In realtà già dal 2008 sono apparsi alcuni studi che hanno dimostrato un’associazione tra altezza e fibrillazione atriale, ma con risultati piuttosto discordanti.

Per portare nuove conoscenze in quest’ambito, arriva ora uno studio danese che ha valutato il ruolo delle variazioni di altezza della popolazione, nel maggior rischio di fibrillazione atriale.

Per sviluppare quest’analisi gli sperimentatori hanno utilizzato i dati del Copenaghen City Heart Study, uno studio che ha valutato oltre 18.000 soggetti tra i 20 ei 93 anni. La fibrillazione atriale prevalente è stata determinata dagli esami elettrocardiografici eseguiti, la fibrillazione atriale incidente dalle diagnosi poste nel registro.

I dati sono stati raccolti tra il 1976 e il 2003. Il primo risultato interessante dello studio, mette in evidenza un progressivo aumento negli anni degli episodi aritmici. Infatti, nel corso del follow-up, la prevalenza standardizzata per età di fibrillazione atriale è aumentata significativamente, passando dall’1,35% al ​​2,11% negli uomini e dallo 0,67% all’1,07% nelle donne. Nel contempo, la fibrillazione atriale incidente è quadruplicata sia negli uomini sia nelle donne.

Al tempo stesso è stato evidenziato come l’altezza sia un importante fattore di rischio per la fibrillazione atriale incidente, con un Hazard Ratio compreso tra 1,35 e 1,65.

A questo risultato si affianca il riscontro di un progressivo aumento dell’altezza della popolazione di circa 3 centimetri.

Lo studio dimostra quindi una stretta relazione tra altezza e fibrillazione atriale, ma evidentemente i fattori implicati nell’innesco dell’aritmia sono molto complessi e in qualche modo correlati tra loro.

Appare così forse un po’ forzatamente pessimistica la conclusione degli autori, prevedendo che l’incremento dell’altezza della popolazione in Danimarca, contribuirà a un corrispondente aumento della presenza di fibrillazione atriale per almeno altri 25 anni.

 

Franco Folino

 

 

Jacob Louis Marott, et. al. Increasing population height and risk of incident atrial fibrillation: the Copenhagen City Heart Study. European Heart Journal, Published: 28 June 2018.

 

 

 

 

Articolo precedenteDall’archivio Porsche: una collezione storica di progetti
Articolo successivoExpert Focus: il Machine Learning, intervista al Prof. D. Gregori
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

20 + 3 =