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Sempre più in basso: i benefici di un colesterolo LDL a 21 mg/dL

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La corsa a ridurre sempre più i livelli di colesterolo LDL sembra non avere limiti. Si susseguono ormai da tempo studi che valutano il rischio di eventi cardiovascolari, con una riduzione di questa frazione lipidica ben al di sotto degli attuali target terapeutici, proposti dalle linee guida societarie (vedi articolo in altra parte del giornale).

Ultimo fra questi è una metanalisi, presentata dalla rivista JAMA Cardiology, che ha valutato il beneficio clinico di riduzioni farmacologiche del colesterolo LDL al di sotto dei 70 mg/dL.

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I dati sono stati ricavati da un gruppo di trial clinici raccolti nel Cholesterol Treatment Trialists Collaboration (CTTC). Nell’osservazione, è stato incluso un gruppo di controllo di soggetti trattati con farmaci alternativi alle statine.

È stato analizzato il rapporto di rischio dei principali eventi vascolari (un composito di morte cardiaca coronarica, infarto miocardico, ictus ischemico o rivascolarizzazione coronarica), considerandone la variazione per 38,7 mg/dL di riduzione del colesterolo LDL.

Nei pazienti con un livello di colesterolo LDL medio di 65,7 mg/dL, è stato evidenziato un rapporto di rischio di 0,78 (per 38,7 mg/dL di riduzione del colesterolo LDL).

Nei tre studi in cui venivano assunti trattamenti a base di cistina, in associazione alle statine, la mediana del colesterolo LDL basale variava da 63 a 70 mg/dL. La terapia con composti alternativi alle statine ha abbassato il colesterolo LDL di un valore compreso tra gli 11 e i 45 mg/dL, mentre il rapporto di rischio è così risultato di 0,79. Per l’associazione di trattamento con statine e non statine, il rapporto di rischio è risultato di 0,79.

Tra i differenti risultati va sottolineato come l’abbassamento del colesterolo LDL, che si è attestato su una mediana di 21 mg/dL, ​​non si è associato ad un aumentato rischio di eventi avversi quali mialgia e/o miosite, aumento del livello di aminotransferasi, diabete di nuova insorgenza, ictus emorragico o cancro.

Questa nuova analisi fornisce conferme convincenti al beneficio clinico ottenibile riducendo il colesterolo LDL al disotto degli attuali target terapeutici. Al tempo stesso apre la porta all’utilizzo di farmaci alternativi alle statine, tra cui ezetimibe e inibitori del PCSK9, per raggiungere livelli particolarmente ridotti di questa frazione lipidica.

Anche se servirebbero maggiori informazioni su specifiche tipologie di pazienti, è chiaro che ben presto i risultati di questo e di altri studi simili, porteranno le società scientifiche ad un adeguamento degli attuali target terapeutici.

 

Marc S. Sabatine, et al. Efficacy and Safety of Further Lowering of Low-Density Lipoprotein Cholesterol in Patients Starting With Very Low Levels. A Meta-analysis. JAMA Cardiol. Published online August 1, 2018.

 

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