Un nuovo calcolatore per stratificare il rischio di sviluppare un’insufficienza cardiaca

Esistono differenti calcolatori che permettono di calcolare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari a 10 anni. Questi consentono di stratificarlo in modo personalizzato, in base a caratteristiche individuali e cliniche, e di attivare quindi le misure più appropriate per contrastare possibili eventi futuri.

Infarto e ictus non sono però le sole patologie a gravare sulla morbilità cardiovascolare complessiva. Anche lo scompenso cardiaco rappresenta un’importante quota di malati. Si stima che negli Stati Uniti in oltre 6 milioni di adulti soffrano di questa condizione.

Da precedenti studi è stato stimato che il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco nel corso della vita, per uomini e donne di mezza età, sia compreso tra il 20% e il 46%. Non esiste però un vero e proprio calcolatore, clinicamente validato, che consenta di determinare con precisione il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco in modo personalizzato.

Un calcolatore di rischio per l’insufficienza cardiaca

A colmare questa lacuna hanno pensato un gruppo di ricercatori nordamericani e olandesi, che hanno realizzato e valutato un semplice sistema di calcolo che consente di predire il rischio di sviluppare una insufficienza cardiaca a 10 anni.

Lo studio, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, ha utilizzato un’equazione sviluppata da modelli di rischio proporzionale, specifici per sesso e razza, che includeva i seguenti parametri: età, pressione arteriosa sistolica, uso di farmaci antiipertensivi, indice di massa corporea, colesterolo totale HDL, fumo, glicemia a digiuno, uso di farmaci per il diabete e durata del QRS misurata all’elettrocardiogramma.

Campioni di derivazione e validazione

Per derivare il modello sono stati utilizzati i dati di 5 studi di coorte di vasta portata, tra cui: l’ARIC (Atherosclerosis Risk In Communities) study, il CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young

Adults) study, il CHS (Cardiovascular Health Study), il FOF (Framingham Heart Study Offspring Cohort), e il MESA (Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis). I partecipanti sono stati reclutati tra il 1985 e il 2000, avevano tra i 30 e i 79 anni, ed erano privi di malattie cardiovascolari alla visita basale. Tutte le coorti avevano almeno 12 anni di follow-up.

La validazione esterna del modello è stata eseguita in base ai dati di due studi: il PREVEND (Prevention of REnal and Vascular ENd-stage Disease) per i soggetti bianchi e il JHS (Jackson Heart Study) per i soggetti di colore.

Un modello che funziona

Lo studio ha incluso complessivamente oltre 33.000 soggetti. Nel campione di derivazione l’età media dei partecipanti era di 52 anni. L’insufficienza cardiaca si è verificata in 1.339 soggetti.

Le equazioni applicate alla coorte di derivazione con il modello Prevent HF hanno evidenziato una buona discriminazione e una forte calibrazione nelle coorti di convalida interne (il complesso delle prime 5 coorti) ed esterne (il complesso delle seconde due coorti).

Uno strumento di prevenzione

Questo studio ha da un lato sostanzialmente confermato quelli che sono i più importanti fattori di rischio che possono portare ad una insufficienza cardiaca. Dall’altro, ha dimostrato come l’inserimento di questi fattori in un preciso modello di screening sia utile per stratificare il rischio di insufficienza cardiaca a 10 anni.

Questo nuovo calcolatore utilizza semplici parametri, individuali e clinici, facilmente derivabili in ciascun soggetto. Attraverso questo strumento, di cui è in fase di preparazione un’applicazione sul web, si potrà così ottenere una precisa stima del rischio di sviluppare un’insufficienza cardiaca in modo personalizzato, identificando così i soggetti in cui intraprendere uno screening intensivo e strategie di prevenzione mirate.

Considerando l’impatto dell’insufficienza cardiaca nella popolazione generale, la corretta e sistematica applicazione di un semplice strumento come quello proposto nello studio, potrebbe consentire in futuro di limitare in modo considerevole l’incidenza di questa condizione.

 

Franco Folino

 

Sadiya S. Khan, et al. 10-Year Risk Equations for Incident Heart Failure in the General Population. J Am Coll Cardiol 2019; 73: 2388-97.

 

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