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Il disturbo post-traumatico da stress fa aumentare le probabilità di avere TIA o ictus

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wikipedia commons, Bobjgalindo

Tutti gli adulti che soffrono di disturbo post-traumatico da stress (PTSD) possono avere maggiori probabilità di sviluppare un attacco ischemico transitorio (TIA) o un grave ictus entro la mezza età, aumentando il rischio tanto quanto altri fattori più noti. È quanto riporta una nuova ricerca pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista Stroke.

“L’ictus ha un impatto devastante sui giovani pazienti e sulle loro famiglie, molti dei quali lottano per far fronte a una disabilità a lungo termine, depressione e perdite economiche durante i loro anni più produttivi”, ha affermato Lindsey Rosman, autore principale dello studio e assistente professore di medicina nella divisione di cardiologia alla University of North Carolina School of Medicine di Chapel Hill. “Il 10-14% degli ictus ischemici si verifica negli adulti di età compresa tra 18 e 45 anni e non abbiamo una buona comprensione dei fattori di rischio per l’ictus in questa fascia di età”.

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Il disturbo post-traumatico da stress

Sebbene in precedenza il PTSD abbia dimostrato di aumentare il rischio di malattie cardiache e ictus negli adulti più anziani, questo è il primo studio a dimostrare un legame tra i disturbi da stress indotti da traumi e il rischio di TIA e ictus negli adulti giovani e di mezza età, una fascia di età che ha subito un notevole aumento degli eventi ischemici cerebrali negli ultimi dieci anni.

Sebbene questo studio sia stato condotto esclusivamente su veterani, il PTSD è una condizione mentale debilitante che colpisce quasi 8 milioni di adulti negli Stati Uniti e circa il 30% dei veterani. Le persone che osservano o sperimentano direttamente un evento traumatico come violenza sessuale, violenza armata, sparatorie di massa, combattimenti militari o un disastro naturale possono sviluppare sintomi di ansia, elusione, ipervigilanza, rabbia, irritabilità di lunga durata, flashback e incubi.

Oltre un milione di veterani giovani e di mezza età

I ricercatori hanno analizzato i dati medici di oltre un milione di veterani giovani e di mezza età arruolati nei servizi sanitari forniti dalla Veterans Health Administration (principalmente maschi, età 18-60 anni, età media 30 anni, 2 su 3 bianchi). Avevano prestato servizio di recente conflitti in Iraq e in Afghanistan. Nessuno aveva precedentemente sperimentato una TIA o un ictus.

Durante 13 anni di follow-up, 766 veterani hanno avuto una TIA e 1.877 un ictus ischemico. I ricercatori hanno evidenziato inoltre che il 29% dei pazienti inclusi nella ricerca ha ricevuto una diagnosi di PTSD e i veterani con PTSD avevano il doppio delle probabilità di avere un TIA, con un aumento del rischio rispetto ai fattori classici, come il diabete e le apnee notturne.

I veterani con PTSD avevano il 62% in più di probabilità di avere un ictus e maggiori probabilità di impegnarsi in comportamenti non salutari, come il fumo e l’esercizio fisico scarso.

Anche dopo una correzione per i classici fattori di rischio per l’ictus, i disturbi psichiatrici, come depressione e ansia, nonché l’abuso di droghe e alcol, i veterani con PTSD avevano ancora il 61% di probabilità in più di avere un TIA e il 36% di probabilità in più di avere un ictus rispetto ai veterani senza PTSD.

È stato evidenziato un legame più forte tra PTSD e ictus negli uomini che nelle donne.

Riconoscimento precoce e trattamento efficace del PTSD

“I medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che le condizioni di salute mentale come il PTSD sono sempre più diffuse tra i giovani e possono avere importanti implicazioni per il loro rischio di ictus”, ha affermato Rosman. “I nostri risultati sollevano importanti domande sul fatto che il riconoscimento precoce e il trattamento efficace del PTSD possano prevenire o ridurre la probabilità di sviluppare ictus in soggetti esposti a violenza, traumi e gravi avversità”.

 

 

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