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Rilevate risposte immunitarie anormali nelle infezioni da coronavirus

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Immagine del coronavirus
This media comes from the Centers for Disease Control and Prevention's Public Health Image Library (PHIL), with identification number #4814.

Un recente articolo, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, riporta la presenza di anomalie nella risposta immunitaria respiratoria dei pazienti con COVID-19.

Lo studio, che ha analizzato le cellule immunitarie broncoalveolari di nove pazienti con questa malattia, può aiutare a comprendere i potenziali meccanismi alla base delle risposte immunitarie al virus SARS-CoV-2.

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Risposte immunitarie anormali nelle infezioni da coronavirus: il liquido di lavaggio broncoalveolare

Risposte immunitarie anormali alle infezioni da coronavirus sono state dimostrate in modelli animali. Tuttavia, le risposte immunitarie respiratorie umane alla SARS-CoV-2 non erano ancora state chiarite in modo più approfondito.

Zheng Zhang e colleghi hanno usato il sequenziamento dell’RNA a singola cellula per analizzare campioni di cellule immunitarie, estratte dal liquido di lavaggio broncoalveolare da nove pazienti con COVID-19. Il lavaggio broncoalveolare è una procedura diagnostica in cui un tubicino viene inserito attraverso il naso o la bocca e viene inserito nell’albero respiratorio. Il tubo viene utilizzato per lavare bronchi e alveoli con un liquido che viene poi aspirato e analizzato.

Sei dei pazienti sono stati classificati come gravi/critici, e la maggior parte di loro ha richiesto una ventilazione meccanica, e tre sono stati classificati come moderati, con febbre e polmonite. I pazienti avevano un’età media di 57 anni e includevano sei maschi e tre femmine. Gli autori hanno anche esaminato tre soggetti sani di controllo e un campione di liquido di lavaggio broncoalveolare pubblicamente disponibile.

Risposte immunitarie anormali nelle infezioni da coronavirus: più macrofagi, più neutrofili e più citochine

Gli autori hanno scoperto che i campioni di liquido di lavaggio broncoalveolare dei pazienti con malattia grave/critica contenevano concentrazioni più elevate di macrofagi e neutrofili, rispetto a quelli dei gruppi con gravità moderata o nei soggetti di controllo.

Inoltre, i pazienti con malattia grave/critica presentavano livelli più elevati di citochine infiammatorie e chemochine – che segnalano la presenza di proteine ​​rilasciate dalle cellule immunitarie.

Da ciò gli autori deducono che sia presente nei polmoni dei pazienti con COVID-19 grave/critico un microambiente infiammatorio macrofagico.

Gli autori hanno anche analizzato la diversità delle cellule T in questi campioni. Hanno scoperto che nei pazienti con malattia grave/critica, c’erano proporzioni più elevate di cellule T proliferanti. Tuttavia, la percentuale di cellule T CD8 +, che svolgono un ruolo importante nelle risposte immunitarie antivirali uccidendo le cellule infette, era inferiore rispetto ai pazienti con malattia moderata.

I risultati rivelano potenziali irregolarità che coinvolgono i macrofagi e le cellule T durante COVID-19. Al tempo stesso gli autori avvertono che ci sono limitazioni allo studio, tra cui una dimensione del campione limitata e la mancanza di campioni longitudinali raccolti prima e dopo l’infezione.

 

 

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