COVID-19: alta efficacia dei vaccini nel Regno Unito

La vaccinazione con la prima dose con il vaccino Oxford-AstraZeneca (ChAdOx1) o Pfizer-BioNTech (BNT162b2) contro SARS-CoV-2 ha ridotto l’incidenza di nuove infezioni da SARS-CoV-2 nel Regno Unito rispettivamente del 61% e del 66%, una riduzione che è salita al 79% e all’80% dopo la somministrazione della seconda dose. È quanto rileva un recente studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine.

La vaccinazione è risultata più efficace nel ridurre le nuove infezioni sintomatiche e con una maggiore carica virale, senza prove che suggerissero differenze di efficacia in base al tipo di vaccino.

AstraZeneca versus Pfizer

L’efficacia dei vaccini Oxford-AstraZeneca (ChAdOx1) e Pfizer-BioNTech (BNT162b2) contro SARS-CoV-2 è stata stimata in ampi studi randomizzati sull’infezione sintomatica con il virus SARS-CoV-2. Tuttavia, sono necessari studi basati sulla comunità che valutino l’efficacia del vaccino nel mondo reale e, più recentemente, contro le varianti virali preoccupanti, come la variante Alpha più trasmissibile e potenzialmente più dannosa, rilevata per la prima volta nel Regno Unito.

Koen Pouwels e colleghi hanno utilizzato l’indagine sull’infezione da COVID-19 dell’Office for National Statistics del Regno Unito per valutare l’efficacia dei vaccini ChAdOx1 e BNT162b2 contro qualsiasi nuova infezione da SARS-CoV-2, inclusa la variante Alpha. Questo è un ampio sondaggio basato su comunità delle persone con due anni di età o più che vivono in famiglie private selezionate a caso in tutto il Regno Unito.

Tra il 1° dicembre 2020 e l’8 maggio 2021 sono stati raccolti 1.945.071 risultati di test con tamponi molecolari per l’infezione da SARS-CoV-2 da 383.312 partecipanti, con un’età media di 55 anni.

Gli autori hanno scoperto che la vaccinazione con ChAdOx1 o BNT162b2 ha ridotto significativamente il rischio di risultare positivi per una nuova infezione da SARS-CoV-2 almeno 21 giorni dopo la somministrazione della prima dose (rispettivamente 61% contro 66%). Hanno osservato che i vaccini erano più efficaci nel ridurre l’incidenza di nuove infezioni dopo due dosi (rispettivamente 79% contro 80%) e contro infezioni sintomatiche e ad alta carica virale. L’efficacia non differiva tra i vaccini o considerando i pazienti con patologie croniche.

 

 

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