Secondo uno studio di modellizzazione sulla trasmissione comunitaria del virus SARS-CoV-2, in alcune aree dell’Europa e degli Stati Uniti la diffusione della malattia potrebbe essere iniziata già nel gennaio 2020. L’analisi, pubblicata sulla rivista Nature, indica che il virus è stato introdotto in diverse aree dell’Europa e degli Stati Uniti entro gennaio 2020 e la sua diffusione nei primi tre mesi del 2020 è stata in gran parte non rilevata, a causa dei test limitati per l’infezione. Solo l’1-3% circa delle infezioni è stato rilevato in queste regioni entro marzo 2020, evidenziando le aree di miglioramento per guidare le future strategie di risposta alla pandemia.

Le prime fasi della pandemia

A quasi due anni dall’inizio della pandemia di COVID-19 c’è ancora incertezza sulla cronologia delle introduzioni e della trasmissione locale di SARS-CoV-2 in tutto il mondo. Nelle prime fasi della pandemia alcuni paesi hanno limitato i test a individui sintomatici con collegamenti di viaggio in Cina. Questo ha contribuito alla trasmissione non rilevata del virus. Per migliorare la comprensione delle dinamiche dell’evoluzione della pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti e in Europa, Alessandro Vespignani e colleghi hanno modellato la plausibile introduzione e dispersione del virus durante la prima ondata della pandemia nel 2020.

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COVID-19: in Italia la trasmissione iniziata forse già il 6 gennaio

La loro analisi indica che all’inizio di marzo 2020, circa 9 infezioni su 1.000 sono state rilevate negli Stati Uniti e 35 su 1.000 infezioni sono state rilevate in Europa. Per la settimana che inizia l’8 marzo, sono stati segnalati 2 e 17 casi al giorno rispettivamente negli Stati Uniti e in Europa, mentre il modello stima che potrebbero esserci stati rispettivamente quasi 2.000 e 4.000 nuovi casi al giorno.

In Italia nella stessa settimana vennero diagnosticati in media circa 2.500 casi al giorno. Se manteniamo le proporzioni rivelate nello studio, questo significa che in realtà, nella stessa settimana le persone infette erano quasi 600.000.

Le stime sui tempi di introduzione variano in base al paese o allo stato; si prevede che l’inizio della trasmissione sia iniziato entro il 26 gennaio in California e il 2 febbraio nello stato di New York, ma forse già il 6 gennaio in Italia. Gli autori non possono escludere eventi di introduzione e trasmissione già a dicembre 2019, sebbene la probabilità sia molto piccola.

I risultati evidenziano la potenziale estensione dell’inizio precoce della trasmissione locale negli Stati Uniti e in Europa che è passato in gran parte inosservato. Gli autori suggeriscono che test più diffusi e criteri di indicazione al test più ampi potrebbero aver consentito un rilevamento e interventi precoci per prevenire la diffusione di SARS-CoV-2. Concludono che le tecniche e gli approcci di modellazione utilizzati in questo studio possono essere utili per guidare le future strategie di risposta contro i virus emergenti.

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