Home Neurologia L’efficacia dei trattamenti non-farmacologici nella riabilitazione dopo ictus

L’efficacia dei trattamenti non-farmacologici nella riabilitazione dopo ictus

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L’allenamento cardiorespiratorio, l’esercizio ripetitivo delle attività e la stimolazione transcranica a corrente continua (TDC) possono migliorare le attività della vita quotidiana negli adulti con ictus. La terapia cognitivo comportamentale, l’esercizio fisico e gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) possono ridurre i sintomi della depressione post-colpo, ma l’efficacia degli SSRI per prevenire la depressione o migliorare la funzione motoria non era mai stata dimostrata.

I risultati di una revisione sistematica per il 2019 U.S. Department of Veterans Affairs (VA) and U.S. Department of Defense Guidelines (DoD) for Stroke Rehabilitation sono stati pubblicati nei giorni scorsi sulla rivista Annals of Internal Medicine.

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La riabilitazione precoce dopo l’ictus

L’ictus è la quinta più comune causa di morte e una delle principali cause di disabilità a lungo termine negli Stati Uniti. Circa il 44% delle persone più giovani, di età compresa tra 18 e 50 anni, che hanno avuto un ictus, hanno una disabilità moderata e hanno bisogno di assistenza per le attività della vita quotidiana o per la mobilità. La riabilitazione precoce dopo l’ictus è essenziale per aiutare a ridurre la gravità della disabilità e per affrontare la depressione, che spesso può verificarsi a seguito di un ictus.

Una revisione sistematica

I ricercatori dell’Istituto ECRI hanno esaminato 19 revisioni sistematiche e 37 studi randomizzati e controllati su terapie farmacologiche e non farmacologiche per la cura dei deficit motori o dei disturbi dell’umore negli adulti con ictus. Lo scopo era quello di fornire dati validati per permettere agli esperti di redigere le raccomandazioni aggiornate di VA e DoD.

La qualità delle prove è stata da bassa a molto bassa per valutare la maggior parte degli interventi tesi a migliorare i deficit motori post-crisi. Prove di qualità moderata supportano l’impiego dell’allenamento cardiorespiratorio per migliorare la massima velocità di deambulazione e dall’allenamento ripetitivo per migliorare il movimento funzionale.

Prove di bassa qualità hanno mostrato un effetto positivo degli SSRI o degli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) nel ridurre i sintomi della depressione post-ictus. Anche gli approcci non farmacologici, come la terapia comportamentale cognitiva, l’esercizio fisico e gli approcci mente-corpo sembrano ridurre in modo sicuro i sintomi della depressione e dell’ansia.

In una sinossi delle linee guida del 2019, i membri del gruppo di lavoro VA e DoD hanno riassunto le raccomandazioni in 6 aree: tempistica e approccio; terapia motoria; disfagia; terapia cognitiva, del linguaggio e sensoriale; terapia della salute mentale; altre funzioni, come tornare al lavoro e guidare.

 

 

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