Fibrillazione atriale e NSTEMI: la gestione del trattamento antitrombotico

Dal 15 settembre ha avuto inizio un programma di aggiornamento in cardiologia, articolato in una serie di 35 incontri settimanali, trasmessi in diretta streaming. Alla realizzazione del programma contribuiscono i reparti di cardiologia del Triveneto.

Nel corso degli incontri, che si tengono il martedì, alle 17:30, viene presentato un caso clinico o una pubblicazione scientifica di particolare interesse. Partecipando all’incontro è possibile intervenire alla discussione con domande e considerazioni rivolte ai relatori intervenuti.

NSTEMI e fibrillazione atriale: il caso clinico

Nel corso del prossimo incontro, che si terrà il 6 ottobre, presentiamo il caso di un soggetto maschio di 74 anni in terapia per ipertensione arteriosa e dislipidemia, entrambe ben controllate. Aveva smesso di fumare da 10 anni.

Nel 2017 veniva ricoverato per infarto acuto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) in sede inferiore. In tale occasione è stata eseguita un’angioplastica primaria sulla coronaria destra in un quadro di coronaropatia critica monovasale. La funzione di pompa al momento della dimissione era nei limiti di norma.

L’anno seguente veniva ricoverato per sindrome coronarica acuta (angina instabile). La coronarografia documentava una coronaropatia critica monovasale del ramo discendente anteriore e buon risultato del pregresso impianto di stent sulla coronaria destra.

Veniva quindi eseguita angioplastica con impianto di stent sul ramo discendente anteriore. Durante il ricovero veniva inoltre eseguita una risonanza magnetica cardiaca che metteva in evidenza un ventricolo sinistro ipertrofico con funzione di pompa lievemente ridotta (FE 49%) per ipocinesia diffusa; pattern a zebra dopo MDC, ipointensità subendocardica diffusa. Una scintigrafia miocardica e una biopsia delle ghiandole salivari portavano alla diagnosi finale di amiloidosi cardiaca.

A domicilio seguiva una terapia con ASA 100 mg, Metoprololo 50 mg B.I.D., Ramipril 1,25 mg, Aldactone 25 mg, Atorvastatina 20 mg.

La mattina del ricovero il paziente lamentava la comparsa di dolore toracico oppressivo non responsivo ai nitrati per cui allertava il SUEM che lo conduceva in Pronto Soccorso.

In Pronto Soccorso eseguiva un’elettrocardiogramma che evidenziava (vedi immagine): fibrillazione atriale, blocco bifascicolare. Il primo punto di Troponina risultava 38 ng/l, successivamente in aumento fino a 43.000 ng/l. Il paziente veniva quindi ricoverato in Unità Coronarica per gli accertamenti e le cure del caso.

Una bassa frazione di eiezione

All’ecocardiogramma si documentava un ventricolo sinistro ipertrofico con aspetto ‘granular sparkling’ del setto interventricolare e della parete inferiore; una funzione di pompa moderatamente ridotta per alterazioni della cinetica regionale (VTDi 47 ml/mq, FE 36%); un ventricolo destro ipertrofico con riduzione della funzione di pompa.

Quali sono i trattamenti da intraprendere? In particolare, come gestire il giusto equilibrio tra uso di antiaggreganti e anticoagulanti?

Aggiornamenti in cardiologia: partecipa alla diretta

Per visualizzare la presentazione completa di questo caso clinico, e trovare risposta a queste domande, segui la diretta streaming che sarà trasmessa il prossimo 22 settembre alle ore 17:30 su www.IMFAD.it. Interverranno il Dr. Enrico Giacomin, della Scuola di Specializzazione in Cardiologia dell’Università di Padova e il Dr. Carlo Cernetti direttore del reparto di cardiologia dell’ospedale di Treviso. Sarà possibile intervenire al dibattito ponendo domande ai relatori.

Per maggiori informazioni vai alla pagina del corso.

 

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