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Le nuove linee guida AHA/ACC/HRS 2017 sulla gestione del paziente con aritmie ventricolari e per la prevenzione della morte improvvisa

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Sono state recentemente pubblicate le nuove linee guida AHA/ACC/HRS sulla gestione del paziente con aritmie ventricolari e per la prevenzione della morte improvvisa.

Il documento inizia con una schematica presentazione della classificazione delle aritmie ventricolari, analizzando inoltre i principali meccanismi elettrofisiologici responsabili del loro innesco.

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Sono quindi analizzati in dettaglio i test diagnostici più opportuni in questi pazienti, da quelli non invasivi, fino allo studio elettrofisiologico intracavitario e al cateterismo cardiaco.

Si entra quindi in una dettagliata rassegna dei farmaci raccomandati per il trattamento delle aritmie ventricolari, dove per ogni molecola sono indicati i dosaggi, gli effetti elettrofisiologici e gli effetti avversi più comuni.

Per quanto riguarda la prevenzione della morte cardiaca improvvisa, è raccomandato (classe I) un trattamento con ß-bloccanti, un antagonista recettoriale dei mineralcorticoidi, un ACE-inibitore, un bloccante recettoriale dell’angiotensina o un inibitore della neprilisina, nei pazienti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione inferiore o uguale al 40% al fine di ridurre il rischio di morte improvvisa e la mortalità complessiva.

Nei pazienti con cardiopatia coronarica, sopravvissuti a un arresto cardiaco dovuto a tachicardia o fibrillazione ventricolare, viene raccomandato l’impianto di un defibrillatore (Classe I). Stessa raccomandazione vale per i pazienti con cardiopatia coronarica e sincope di origine indeterminata, con tachicardia ventricolare sostenuta, monomorfa, inducibile allo studio elettrofisiologico.

Per quanto riguarda la prevenzione primaria in pazienti con cardiopatia coronarica, l’impianto di un ICD è raccomandato in classe I nei seguenti casi:

  1. Pazienti con FE ≤35% ad almeno 40 giorni da un infarto miocardico e almeno 90 giorni dopo la procedura di rivascolarizzazione, con una classe NYHA II o III, nonostante una terapia farmacologica adeguata.
  2. Pazienti con FE ≤30% ad almeno 40 giorni da un infarto miocardico e almeno 90 giorni dopo la procedura di rivascolarizzazione, con una classe NYHA I, nonostante una terapia farmacologica adeguata.
  3. Pazienti con FE ≤40% con tachicardia ventricolare non sostenuta, dovuta a un precedente infarto miocardico e tachicardia ventricolare sostenuta o fibrillazione ventricolare inducibile allo studio elettrofisiologico.

Per i pazienti con miocardiopatia primitiva, non ischemica, l’impianto di un ICD è raccomandato in classe I in pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco, dovuto a tachicardia o fibrillazione ventricolare, o se hanno avuto una tachicardia ventricolare emodinamicamente instabile o una tachicardia ventricolare emodinamicamente stabile non dovuta a cause reversibili. Stessa raccomandazione vale per i pazienti con scompenso cardiaco (Classe NYHA II-III) e una FE ≤35%.

Infine vengono fornite raccomandazioni per il trattamento di pazienti con specifiche patologie aritmiche, come la miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro, la sindrome di Brugada e la cardiomiopatia ipertrofica. Tra le molte presentate indichiamo quanto raccomandato per due condizioni particolari, le sindromi del QT lungo e del QT corto.

Nel primo caso viene proposto un trattamento con ß-bloccanti in pazienti con un QTc a riposo >470msec. In pazienti ad alto rischio, in cui il trattamento con ß-bloccanti sia inefficace o non tollerato, viene raccomandata un’intensificazione del trattamento con altri farmaci, una denervazione simpatica o l’impianto di un ICD.

Per quanto riguarda la sindrome del QT corto, il riscontro di un intervallo QTc ≤320 msec in soggetti asintomatici richiede un monitoraggio periodico senza specifici trattamenti farmacologici. Valori di QTc particolarmente accorciati (≤300 msec) si associano a un aumento del rischio di morte improvvisa, specialmente durante il sonno o il riposo. In pazienti con sindrome del QT corto che hanno avuto un arresto cardiaco o aritmie ventricolari sostenute, viene raccomandato l’impianto di un ICD.

 

Franco Folino

 

Al-Khatib SM, et al. 2017 AHA/ACC/HRS Guideline for Management of Patients With Ventricular Arrhythmias and the Prevention of Sudden Cardiac Death.

 

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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