Facciamo il punto sull’insonnia: considerazioni diagnostiche e terapeutiche

L’insonnia è un termine molto generico che comprende al suo interno differenti tipi di disturbi del sonno. In generale, la maggior parte delle persone che utilizzano trattamenti farmacologici per l’insonnia lo fanno nel tentativo di aumentare le ore di sonno o migliorare la qualità del sonno stesso, al fine di migliorare il benessere nelle ore diurne ed essere così più attivi e concentrati.

I disturbi del sonno più comunemente riferiti sono la difficoltà ad addormentarsi, i risvegli precoci con difficoltà a riprendere il sonno, il risveglio precoce nelle prime ore del mattino o la combinazione di questi. L’insonnia aumenta con l’età ed è solitamente più comune nelle donne.

Coloro che cercano un aiuto professionale per risolvere il problema, ricevono comunemente consigli di tipo igienico, che non prevedono l’utilizzo dei farmaci, come ad esempio il cercare di mantenere un regolare ritmo diurno, evitare di mangiare eccessivamente e di eccedere con le bevande alcoliche.

La foga nel cercare risultati rapidi, senza troppe rinunce, porta però questi soggetti a un rapido ripiegamento verso trattamenti farmacologici veri e propri.

La gravità dell’insonnia può essere sensibilmente variabile, ma si tratta in ogni caso di un disturbo molto frequente nella popolazione, che può presentarsi a qualsiasi età, con una prevalenza che nei più anziani può raggiungere e superare il 40%.

E’ stato recentemente pubblicato sul JAMA un articolo che propone, in modo estremamente sintetico, i principali trattamenti dell’insonnia, farmacologici e non farmacologici, indicando le tappe con cui mettere in atto le differenti strategie diagnostiche e terapeutiche.

Tra le conclusioni, è da sottolineare come sia raccomandato l’uso della terapia comportamentale cognitiva, come trattamento di prima linea.

 

 

Daniel J. Buysse, et al. Clinical Management of Insomnia Disorder. JAMA. Published online October 23, 2017.

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