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COVID-19: Le linee guida dell’OMS non raccomandano il remdesivir

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul trattamento dei pazienti con COVID-19 non raccomandano il farmaco antivirale remdesivir per i pazienti ricoverati in ospedale, indipendentemente da quanto grave sia la malattia. Il gruppo di esperti che ha redatto il documento precisa che non ci sono prove che migliori la sopravvivenza o la necessità di ventilazione.

La raccomandazione fa parte di linee guida, sviluppate dall’OMS con il supporto metodologico della MAGIC Evidence Ecosystem Foundation, per fornire una guida affidabile sulla gestione di covid-19 e aiutare i medici a prendere decisioni migliori. Il documento, pubblicato sul British Medical Journal, è in continuo aggiornamento, rendendo disponibili evidenze precedentemente verificate e sottoposte a revisione tra pari non appena diventano disponibili.

Remdesivir sì, remdesivir no

Lo scorso 13 ottobre avevamo presentato uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che aveva dimostrato l’efficacia di remdesivir nell’accorciare il tempo di guarigione nei pazienti adulti ricoverati con COVID-19 e un’infezione del tratto respiratorio inferiore. L’autorevolezza dello studio non è in discussione, ma precedenti sperimentazioni avevano fornito risultati opposti.

La nuova raccomandazione si basa su una nuova revisione delle prove che confronta gli effetti di diversi trattamenti farmacologici per COVID-19. Include i dati di quattro studi randomizzati internazionali che hanno coinvolto oltre 7.000 pazienti ricoverati in ospedale per questa malattia.

Dopo aver esaminato attentamente queste prove, il gruppo di esperti dell’OMS ha concluso che remdesivir non ha alcun effetto significativo sulla mortalità o su altri esiti importanti per i pazienti, come la necessità di una ventilazione meccanica o il tempo per il miglioramento clinico.

Gli esperti hanno riconosciuto che la certezza delle prove è bassa e ha affermato che le prove non hanno dimostrato che remdesivir non ha alcun vantaggio. Piuttosto, non ci sono prove basate sui dati attualmente disponibili che dimostrino un miglioramento sugli esiti clinici importanti per i pazienti.

Considerata la possibilità di eventi avversi, i costi relativamente alti e le implicazioni in termini di risorse associate a remdesivir (deve essere somministrato per via endovenosa), hanno ritenuto che questa fosse una raccomandazione appropriata.

Gli esperti supportano un prolungamento dell’arruolamento per gli studi che valutano il remdesivir, soprattutto per fornire una maggiore certezza per gruppi specifici di pazienti.

Desametasone vs remdesivir

In un articolo collegato, il giornalista statunitense Jeremy Hsu chiede cosa ne sarà adesso di remdesivir, dato che è improbabile che sia il farmaco salvavita per le masse che molti avevano sperato.

La storia completa di remdesivir non sarà nota fino a quando il produttore Gilead non pubblicherà i rapporti completi degli studi clinici, scrive Hsu, ma molto dipenderà dal fatto che gli studi futuri siano progettati per testare la potenziale efficacia di remdesivir.

Nel frattempo, afferma che trattamenti alternativi, come il ben noto, economico e ampiamente disponibile corticosteroide desametasone, che ha dimostrato di ridurre la mortalità tra i pazienti gravemente malati con COVID-19, stanno ora influenzando le discussioni sull’efficacia in termini di costi per il remdesivir.

 

 

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