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Un nuovo metodo per prevedere il rischio di sviluppare malattie con l’invecchiamento

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Un nuovo indice che rappresenta l’orologio dell’invecchiamento può identificare gli individui con un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di altro tipo. Lo prospetta un recente studio, pubblicato sulla rivista  Nature Aging.

Lo strumento, che utilizza segnali derivati dal sangue che riflettono l’infiammazione cronica sistemica, potrebbe fornire utili informazioni per guidare una diagnosi e un intervento terapeutico precoci.

Sebbene l’interazione tra il sistema immunitario e molte malattie legate all’età sia ben caratterizzata, le metriche immunitarie che possono essere utilizzate per prevedere le persone più a rischio sono poche e distanti tra loro.

Il 1000 Immunomes project

David Furman e colleghi hanno studiato campioni di sangue di 1.001 individui (di età compresa tra 8 e 96 anni; 66% di sesso femminile) nell’ambito del 1000 Immunomes project. L’obiettivo del progetto è studiare come le firme dell’infiammazione cronica e sistemica cambiano con l’avanzare dell’età.

L’intelligenza artificiale è stata quindi utilizzata per sviluppare una nuova metrica immunitaria, o “orologio” infiammatorio dell’invecchiamento, noto come “iAge”. L’orologio si basa sul concetto che i livelli di specifiche cellule immunitarie e proteine ​​nel sangue variano con l’età. Tuttavia, per alcuni, ciò si verifica prima ed è definito come “iAge”.

Gli autori hanno scoperto che le persone con un iAge più vecchio mostrano questi modelli di infiammazione sistemica legata all’età prima degli altri individui e hanno maggiori probabilità di sviluppare più condizioni di salute a lungo termine, tra cui un’immunità ridotta, malattie cardiovascolari o diventare fragili precocemente.

Il rilascio correlato all’età della chemochina CXCL9, una proteina che normalmente aiuta ad attivare le cellule T nel sistema immunitario, è stato ulteriormente identificato come un fattore chiave prodotto dall’endotelio che accelera l’orologio iAge. CXCL9 lo fa promuovendo la senescenza cellulare, il processo mediante il quale le cellule sono guidate in uno stato disfunzionale e impedendo la funzione dei vasi sanguigni.

Gli autori concludono che l’orologio iAge offre un nuovo metodo per identificare gli individui a rischio di sviluppare malattie legate all’età e al declino immunologico e suggerisce CXCL9 e altre proteine ​​iAge come potenziali nuovi bersagli per il loro trattamento.

 

 

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