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Miocardite nei bambini: le nuove raccomandazioni dell’AHA

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Human Chest Cavity illustration: Right lung, left lung, heart copyright American Heart Association

La miocardite nei bambini è una condizione rara ma difficile da trattare. La diagnosi e il trattamento includono molteplici opzioni e molti casi di miocardite si risolvono spontaneamente.

Il nuovo Scientific Statement dell’American Heart Association, intitolato “Diagnosis and Management of Myocarditis in Children“, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Circulation, ha esaminato le ultime ricerche in questo campo, per sviluppare linee guida per la diagnosi e il trattamento della miocardite nei bambini.

Molte miocarditi si risolvono spontaneamente

La miocardite è un’infiammazione dello strato intermedio della parete del muscolo cardiaco, il miocardio, e può indebolire temporaneamente o permanentemente il muscolo cardiaco e il sistema elettrico del cuore. Ogni anno negli Stati Uniti viene diagnosticata una miocardite a circa 10-20 persone su 100.000 abitanti, mentre nei bambini l’incidenza è di 1-2 casi per 100.000. Sebbene molte miocarditi si risolvano spontaneamente o con il trattamento, portando a un completo recupero, le forme gravi possono portare a insufficienza cardiaca, aritmie, shock e morte improvvisa. Segni e sintomi di miocardite includono affaticamento, mancanza di respiro, febbre, dolore toracico e palpitazioni.

“La miocardite ha caratteristiche distinte nei bambini e un potenziale impatto sulla loro salute per tutta la vita. Speriamo che questa dichiarazione serva da aggiornamento educativo e da appello unificante per la ricerca, tanto necessaria per comprendere e trattare meglio questa importante condizione pediatrica. E, alla luce dell’insorgenza di miocardite recentemente riconosciuta dopo l’infezione da COVID-19, nonché dell’emergere di casi di sospetta miocardite dopo la vaccinazione COVID-19, questa dichiarazione è una risorsa per i medici e gli operatori sanitari nella cura di questi pazienti.”

ha affermato Yuk M. Law, presidente del gruppo di scrittura dello Statement, direttore del servizio di trapianto cardiaco e insufficienza cardiaca presso il Seattle Children’s Hospital e professore di pediatria presso la University of Washington School of Medicine, di Seattle.

Lo screening elettrocardiografico

L’esame diretto dei tessuti da una biopsia è lo standard per dimostrare la presenza di miocardite, che può anche identificare se sono presenti virus. Tuttavia, ora sono ampiamente disponibili test meno invasivi. Ulteriori test di screening per la miocardite possono includere esami del sangue per misurare gli enzimi cardiaci elevati che indicherebbero infiammazione o danno cardiaco, tra cui mioglobina, troponina e creatina chinasi. I test di imaging includono un ecocardiogramma o una risonanza magnetica cardiaca (MRI) per determinare se vi sono lesioni visibili al cuore o anomalie nel funzionamento del cuore. Lo screening elettrocardiografico (ECG) può valutare il ritmo cardiaco e può mostrare segni di lesioni al cuore e segni di pericardite. La pericardite è spesso correlata alla miocardite e comporta gonfiore e infiammazione del pericardio, una struttura tissutale sottile simile a una sacca che circonda il cuore per tenerlo in posizione e aiutarlo a funzionare correttamente.

Marker di danno infiammatorio e miocardico

Lo Statement puntualizza alcuni aspetti delle miocardite nei bambini. Innanzitutto osserva come l’incidenza della miocardite nei bambini varia con l’età, essendo più elevata nei neonati e aumentando nuovamente nei giovani adulti.

Viene raccomandato che i pazienti non partecipino a sport agonistici mentre è presente un’infiammazione attiva. Oltre alla normalizzazione dei marker di danno infiammatorio e miocardico, nonché della funzione ventricolare e dell’insufficienza cardiaca, il monitoraggio Holter su 24 e il test da sforzo da sforzo dovrebbero essere eseguiti negli atleti non prima di 3-6 mesi dopo la diagnosi e prima che tornino alle competizioni.

Gli autori osservano inoltre che nei bambini la miocardite è più spesso il risultato di un’infezione virale ed è più spesso acuta o ad esordio improvviso, piuttosto che una miocardite cronica, che si osserva più spesso negli adulti. I sintomi nei bambini possono essere minimi o clinicamente più manifesti, con segni di insufficienza cardiaca, aritmie potenzialmente letali o shock cardiogeno. I sintomi più comuni della miocardite nei bambini includono affaticamento, mancanza di respiro, dolore addominale e febbre. Da notare che il sintomo principale riportato nei pazienti con sospetta miocardite associata al vaccino COVID-19 è il dolore toracico. Tuttavia, è importante considerare cause alternative di questi sintomi poiché nessuna di esse è specifica per condizioni cardiovascolari inclusa la miocardite.

Lesioni miocardiche simili a un infarto miocardico

La miocardite acuta può deteriorarsi rapidamente, pertanto deve essere preso in considerazione uno stretto monitoraggio in un ambiente ospedaliero. La fase iniziale della cura dovrebbe includere il monitoraggio delle aritmie atriali o ventricolari.

La miocardite acuta può portare a lesioni miocardiche simili a un infarto miocardico. L’intervento precoce con supporto circolatorio meccanico dovrebbe essere preso in considerazione per i pazienti ad alto rischio e può essere salvavita. Il trattamento con antivirali e immunoterapie, comprese immunoglobuline endovenose e corticosteroidi, è comune. Tuttavia, glil autori osservano che saranno necessarie ulteriori ricerche basate sull’evidenza, per definire più chiaramente l’efficacia di questi trattamenti nei bambini.

Viene quindi raccomandato che la terapia antivirale sia presa in considerazione se viene rilevata un’infezione virale attiva e che la miocardite può anche presentarsi come secondaria a malattie autoimmuni sistemiche, associata a febbre reumatica o malattia di Kawasaki. In questi casi, il malato dovrebbe essere gestito secondo le linee guida specifiche per la malattia primaria.

Durante la pandemia di COVID-19 è emersa una nuova condizione – la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C) – che coinvolge il miocardio e le arterie coronarie in alcuni pazienti infetti. La terapia può consistere in antivirali, IVIG (immunoglobulina endovenosa), steroidi e altri farmaci antinfiammatori utilizzati nella malattia di Kawasaki atipica.

Lo statement raccomanda un follow-up cardiologico regolare, che includa ECG, ecocardiografia e test di laboratorio, inizialmente ogni 1-3 mesi dopo l’esordio, quindi secondo necessità.

 

 

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