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Le nuove linee guida ESC 2022 sulle aritmie ventricolari e la morte improvvisa

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La formazione di base nelle scuole e nelle comunità su come praticare le principali manovre di rianimazione è essenziale per migliorare la sopravvivenza all’arresto cardiaco. Questa è una delle raccomandazioni cardine contenute all’interno delle nuove linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) per la gestione dei pazienti con aritmie ventricolari e la prevenzione della morte cardiaca improvvisa.

Allo stesso scopo viene raccomandata una maggiore diffusione di defibrillatori esterni automatici (DAE) in luoghi pubblici come centri commerciali, stadi e stazioni ferroviarie. Le linee guida sono state presentate nel corso del recente congresso annuale tenutosi a Barcellona lo scorso agosto e sono state simultaneamente pubblicate sullo European Heart Journal.

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Prevenire l’arresto cardiaco

Ogni anno fino a sei milioni di persone nel mondo vanno incontro ad un arresto cardiaco, di queste meno del 10% sopravvive. La ricerca su come prevedere e prevenire l’arresto cardiaco è in corso, ma guadagni immediati in termini di sopravvivenza arriveranno dal pubblico in generale. “Il pubblico è il nostro principale alleato nella battaglia contro la morte cardiaca improvvisa nelle comunità”, ha affermato il professor Jacob Tfelt-Hansen del Copenhagen University Hospital, in Danimarca, presidente della task force sulle linee guida. “Tutti, compresi gli scolari, dovrebbero imparare come eseguire la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e utilizzare un DAE. Entrambe queste azioni possono salvare vite”.

“Andando un passo avanti, i servizi di emergenza dovrebbero prendere in considerazione l’adozione di sistemi di telefonia mobile per localizzare e attivare volontari vicino alle vittime, consentendo tentativi di rianimazione precoci prima dell’arrivo dei paramedici”, ha affermato Katja Zeppenfeld, presidente della task force delle linee guida del Leiden University Medical Center, Paesi Bassi.

Malattia coronarica e morte improvvisa

Nel mondo occidentale, il 75-80% delle morti cardiache improvvise è causato da una malattia coronarica. Il rischio può essere ridotto adottando abitudini salutari per il cuore come non fumare, consumare una dieta nutriente, perdere peso in eccesso, fare esercizio fisico e ridurre lo stress, tutte cose che aiutano a evitare la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie.

Per i pazienti con infarto, la rivascolarizzazione dell’arteria coronaria ostruita riduce il rischio di aritmie ventricolari e di morte cardiaca improvvisa. Aiuta anche a preservare la funzione cardiaca, ripristinando la normale ossigenazione del muscolo cardiaco. Dopo la rivascolarizzazione, che può essere ottenuta con interventi percutanei o interventi chirurgici di bypass, il fattore più importante associato all’insorgenza di morte cardiaca improvvisa è la funzione residua nel ventricolo sinistro.

Il professor Tfelt-Hansen ha dichiarato: “I pazienti con infarto del miocardio o malattia coronarica cronica che hanno una funzione ventricolare sinistra gravemente ridotta e sintomi di insufficienza cardiaca nonostante rivascolarizzazione e farmaci sono a rischio di morte cardiaca improvvisa ed è indicata l’applicazione di un defibrillatore impiantabile”.

La morte cardiaca improvvisa negli atleti

La morte cardiaca improvvisa può anche essere causata da disturbi elettrici del cuore. I pazienti con condizioni diagnosticate che aumentano la probabilità di arresto cardiaco improvviso devono evitare i fattori scatenanti specifici legati alla loro malattia. Ad esempio, quelli con tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica (CPVT) dovrebbero evitare l’esercizio fisico competitivo e faticoso e gli ambienti stressanti. Gli aggiustamenti dello stile di vita specifici della malattia e del paziente devono essere ovviamente discussi con il cardiologo curante.

Negli atleti, l’incidenza di morte cardiaca improvvisa aumenta con l’età, da 0,4-3 per 100.000 partecipanti/anno in quelli di età pari o inferiore a 35 anni a 2-6,3 per 100.000 partecipanti/anno in quelli di età superiore ai 35 anni. In media, una morte cardiaca improvvisa su 14 negli atleti si verifica nelle donne. Dovrebbe essere presa in considerazione la valutazione cardiovascolare pre-partecipazione degli sportivi agonisti, con l’obiettivo di identificare le condizioni non diagnosticate in modo da poter prevenire l’arresto cardiaco.

Negli atleti di mezza età e anziani, la causa più comune di morte cardiaca improvvisa è la malattia coronarica e si consiglia una valutazione del rischio prima di intraprendere un esercizio vigoroso. Il professor Zeppenfeld ha dichiarato: “Nei centri sportivi dotati di DAE sono stati riportati ottimi tassi di sopravvivenza con esito neurologico favorevole dopo l’arresto cardiaco. Le linee guida raccomandano che il personale degli impianti sportivi sia formato sulla RCP e sull’uso dei DAE”.

I test genetici

Una malattia cardiaca ereditaria si riscontra nel 25-70% delle vittime sotto i 50 anni e la famiglia lasciata è spesso a rischio. Si raccomanda un’autopsia completa, idealmente in tutti i casi di morte improvvisa ma soprattutto in quelli sotto i 50 anni, per stabilire la probabile causa e il potenziale ruolo di una condizione genetica. Quando si sospetta una malattia cardiaca ereditaria, i parenti devono essere esaminati in una clinica specializzata.

Le linee guida forniscono inoltre nuove indicazioni sulla valutazione dei sopravvissuti ad un arresto cardiaco improvviso e dei loro parenti. I sopravvissuti senza un’evidente causa non cardiaca dovrebbero essere esaminati da un gruppo multidisciplinare, con l’esecuzione di esami specifici per valutare la struttura e la funzione del cuore.

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